La terra cilena, proprio mentre si pregava, è stata sconvolta da un'altra scossa sismica, che ha raggiunto l'intensità di 6,2 gradi della scala Richter. Hanno acquistato dunque un valore particolare le parole del cardinale Sodano: "Di fronte a simili tragedie ci sentiamo molto piccoli e proviamo dei momenti di grande smarrimento. Rientrando però in noi stessi, riusciamo a vedere qualche raggio di luce sull'enigma del dolore: è la luce della fede che ci assicura che Dio sempre ci ama ed è sempre a noi vicino con amore di Padre". Prendendo spunto dalla prima lettura della messa, ha riproposto il messaggio dell'apostolo Paolo sulla forza dell'amore. E questa, ha detto, deve essere "anche la nostra forza. È la forza della fede che ci impedisce di essere pessimisti. Sappiamo, infatti, che nell'ora del dolore il Signore ci è sempre accanto". Un messaggio, quello dell'apostolo, che il cardinale non ha esitato a definire "molto pratico: di fronte al dolore dei fratelli, noi abbiamo il dovere di aiutarli con opere concrete di bene. È la lezione che ci viene dalla descrizione dello svolgimento del Giudizio
universale. In pratica Gesù ci dice che al termine della vita saremo giudicati sull'amore". È questa - ha spiegato - "la concretezza del messaggio cristiano. L'amore al prossimo, infatti, si dimostra con le opere di solidarietà". In questo ci sono d'esempio i santi: "Da san Vincenzo de' Paoli - ha detto il porporato - a san Giuseppe Benedetto Cottolengo, dalla madre Cabrini alla madre Teresa di Calcutta, da don Gnocchi qui in Italia al padre Hurtado in Cile". Elevando quest'ultimo agli onori degli altari il 23 ottobre 2005, Benedetto XVI lo ha proposto come "il grande apostolo della carità sociale". È lo stesso messaggio che "in Italia ci lasciò, nell'ora tragica dell'ultimo conflitto mondiale, il beato don Carlo Gnocchi, l'apostolo dei mutilatini di guerra. Nel suo libro sul dolore innocente, egli ci ha ricordato cosa significhi essere cristiani nei momenti più oscuri della vita. Per lui significava solo amare e servire".
Infine il cardinale - che in Cile ha reso un lungo servizio come nunzio apostolico dal 1978 al 1988 - ha invocato per le vittime del terremoto la protezione di "Maria salvezza del popolo romano, affinché sia anche salvezza del popolo cileno".
(©L'Osservatore Romano - 28 marzo 2010 )