Tratto da Omosessualità e Bibbia, omosessualità e cristianesimo
di Paul Freeman
Nel Libro della Genesi abbiamo due indicazioni particolarmente significative per la nostra questione.
Al capitolo 1 dal versetto 27 al 30 abbiamo il seguente testo: «Dio creò l'uomo a sua immagine; a immagine di Dio lo creò; maschio e femmina li creò. Dio li benedisse e disse loro: «Siate fecondi e moltiplicatevi, riempite la terra; soggiogatela e dominate sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo e su ogni essere vivente, che striscia sulla terra». ... Dio vide quanto aveva fatto, ed ecco, era cosa molto buona».
Da questo testo enucleiamo alcune considerazioni fondamentali: Dio ha creato l'uomo e la donna per esprimere in maniera significativa la propria capacità amorosa, feconda e relazionale.
La coppia eterosessuale è l'unica depositaria dell'immagine Trinitaria di Dio.
La coppia eterosessuale ha il "compito" intrinseco, la vocazione personale e simbolica, di essere segno dell'incontro con l'alterità e il superamento della condizione narcisistica scatenata poi con il peccato originale. Anzi la medesima ferita del peccato, descritta in Gen. 3, disordina non solo la relazione tra i generi sessuali ma proprio dentro i generi stessi alterandone la capacità donativa, la reciprocità e depauperando l'immagine di Dio. Il sospetto accolto e coltivato su Dio genera il disordine nella relazione tra i generi e dentro ciascuno genere. Questo tocca le coordinate profonde dell'identità umana. Tocca il bisogno di identità, il bisogno di essere amati e il bisogno di amare, che ho trattato ampiamente in altri interventi (vd L’amore di sé e i tre #bisogni fondamentali).
Ogni membro della coppia possiede in sé caratteristiche uniche armonizzabili con l'altro di diversa connotazione sessuale; grazie al fatto che il dinamismo psico-affettivo è sì preponderante in un soggetto ma ha in sé anche le caratteristiche dell'altro.
In sintesi ogni uomo maschio è tale perché la sua struttura sessuata preponderante ha queste caratteristiche ma possiede in sé, in dimensione collaterale, anche caratteristiche femminee. Idem per la donna. Infatti la maturità psichica di un uomo si misura dalla propria consapevolezza del suo essere sostanzialmente Maschio, riconciliato e armonizzato con il proprio femminile, idem per la donna, nel suo essere pienamente femminile, riconciliata e armonizzata con il proprio maschile. Queste considerazioni ci illuminano sul significato profondo della relazione uomo - donna e sulla relazione ad-intra di ogni genere maschile e di ogni genere femminile.
Le caratteristiche di questa relazione sono l'alterità e la fecondità, la valenza simbolica e l'integrità psico-affettiva.
Per la Bibbia, come in natura, il genere sessuale è solo maschile e femminile non c'è un terzo polo sessuato.
La ricchezza dei sessi sta nel loro incontro-confronto-dialogo per essere segno di fecondità come Dio è fecondo e di saper "entrare" nel mondo dell'altro "donandosi" così come fa Dio con noi.
Dio non è narcisista, innamorato di Sé medesimo, ma si apre alla vita dentro di Sé con l'Amore Trinitario e fuori da Sé con la fecondità della creazione.
Altro aspetto da considerare: uno psichismo sano è apertura verso l'altro da sé di cui segno è la differenziazione tra i sessi e lo psichismo e la dimensione spirituale profonda proprio dell'altra identità sessuale.
Questa apertura diviene reale e feconda proprio perché il maschio si "riconcilia" innanzitutto con il proprio femminile e la donna con il proprio maschile.
Questa riconciliazione interna invece di produrre disordine produce identità sessuata chiara e forte. C'è da chiedersi piuttosto se tanta ironia e discriminazione verso la Persona con tendenza omosessuale non nasca, in alcuni, anche da una cattiva riconciliazione con il femminile dentro di sé da parte dell'uomo e del maschile dentro di sé da parte della donna.
Se prendiamo ad esempio l'uomo maschio, esso sarà tanto più maturo psichicamente quanto avrà accolto e stimolato il proprio femminile di accoglienza, sensibilità e le capacità analitica tipiche della donna per essere ancora più uomo.
In fin dei conti il primo salto verso l'alterità è un salto di necessaria maturità interna.
Tutte le "persone compiute", riconosciute nella storia, hanno sviluppato queste capacità pur rimanendo profondamente colme e complete nel loro genere sessuale, o maschile o femminile. Il luogo di incontro in cui questo salto diviene necessario e si incontra fruttuosamente proprio con l'altro da sé è per la Bibbia il matrimonio tra un uomo e tra una donna, che si compie come un vero salto desatellizzante-simbolico-sacro-completativo e testimoniale.
Il peccato originale distorcendo l'immagine di Dio dentro di sé ha distorto questo equilibrio sia verso sé stessi sia verso l'altro. Ecco perché il peccato originale porta in sé una forte connotazione narcisistica impedendo spesso una visione corretta della relazione di coppia eterosessuale.
Ma in principio non era così.
E il principio è ciò a cui si richiama sempre Gesù proponendo la vita nuova nel Suo Spirito.
Pertanto il principio della maturità interna, potremmo dire, ha un livello base e viene portato a compimento nella relazione, fedele, stabile e duratura del matrimonio. Dove l'incontro con l'alterità porta a compimento il livello base di maturità interiore e nel contempo apre alla fecondità.
Per la Sacra Scrittura la sessualità non è solo un dono ma anche un progetto e una responsabilità in cui si collabora con Dio creatore nel proporre al mondo la piena significatività dell'amore fecondo, unitivo, donativo e oblativo.
La struttura omosessuale, dunque, è vista per la Bibbia come un disordine grave di questo significato relazionale, fecondo ad-intra e ad-extra del pensiero di Dio sull'umanità.
Un secondo brano sempre dal libro della Genesi che chiarisce la nostra riflessione è il seguente: «il Signore Dio plasmò l'uomo con polvere del suolo e soffiò nelle sue narici un alito di vita e l'uomo divenne un essere vivente. Poi il Signore Dio piantò un giardino in Eden, a oriente, e vi collocò l'uomo che aveva plasmato. .... Il Signore Dio prese l'uomo e lo pose nel giardino di Eden, perché lo coltivasse e lo custodisse. Poi il Signore Dio disse: «Non è bene che l'uomo sia solo: gli voglio fare un aiuto che gli sia simile». Allora il Signore Dio plasmò dal suolo ogni sorta di bestie selvatiche e tutti gli uccelli del cielo e li condusse all'uomo, per vedere come li avrebbe chiamati: in qualunque modo l'uomo avesse chiamato ognuno degli esseri viventi, quello doveva essere il suo nome. Così l'uomo impose nomi a tutto il bestiame, a tutti gli uccelli del cielo e a tutte le bestie selvatiche, ma l'uomo non trovò un aiuto che gli fosse simile. Allora il Signore Dio fece scendere un torpore sull'uomo, che si addormentò; gli tolse una delle costole e rinchiuse la carne al suo posto. Il Signore Dio plasmò con la costola, che aveva tolta all'uomo, una donna e la condusse all'uomo. Allora l'uomo disse: «Questa volta essa è carne dalla mia carne e osso dalle mie ossa. La si chiamerà donna perché dall'uomo è stata tolta». Per questo l'uomo abbandonerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie e i due saranno una sola carne. Ora tutti e due erano nudi, l'uomo e sua moglie, ma non ne provavano vergogna». (Gn. 2,7-25).
Il Secondo racconto della creazione ci fornisce altri elementi:
- Il primato ontologico della persona sul suo essere sessuato
- La Desatellizzazione
- La nudità spirituale come condizione primigenia per un rapporto corretto verso sé, verso l'altro e verso Dio
Per primato ontologico della persona rispetto al suo essere sessuato la Bibbia intende dire che pur essendo l'uomo maschio presente a sé stesso con questa connotazione sessuale davanti a Dio e così la donna in quanto femmina, il loro essere sessuato non fonda l'ontologia del loro rapporto con Dio ma la segue. Il maschio in sintesi è innanzitutto una Persona, la donna è innanzitutto una Persona; cioè un essere creato ad immagine e somiglianza di Dio capace di vivere presso di Lui e di custodire il suo "giardino" nella relazione unitiva, feconda e donativa di coppia.
L'ontologia della persona è tipicamente biblica e di lei sono debitrici tutte le culture moderne compresa quella liberal-illuministica e quella, degradata, delle ideologie (umanista, massonica, positivista ed altre). Dunque, se tali linee di pensiero moderno vogliono rispettare l'ontologia e l'etimologia del significato della Persona, che trova il suo compimento più alto in Boezio, e vogliono rispettare la valenza e la sua risonanza civile non possono discostarsi da questa lettura biblica che ne fornisce il preambolo necessario.
Pertanto qui si apre uno spiraglio che illumina anche le Persone che vivono una tendenza omosessuale o omoaffettiva.
Infatti al di là delle ingiuste discriminazioni e delle difese psico-sociologiche, talvolta immature, che la società ha strutturato verso la Persona con tendenza omosessuale rimane il fatto che tale Persona è innanzitutto una Persona come cita la Congregazione per la Dottrina per la fede "Le persone omosessuali, in quanto persone umane, hanno gli stessi diritti di tutte le altre persone, incluso il diritto di non essere trattate in una maniera che offende la loro dignità personale... Fra gli altri diritti, tutte le persone hanno il diritto al lavoro, all'abitazione, ecc." (Congregazione per la Dottrina della Fede, Alcune considerazioni concernenti la risposta a proposte di legge sulla non discriminazione delle persone omosessuali, in L'Osservatore Romano, del 24-7-1992).
Questo a-priori teologico-biblico la dice lunga su quanto la nostra pastorale verso i fratelli e le sorelle con tendenza omosessuale sia immatura e spesso pregiudiziale; il cammino civile e di auto-coscienza pertanto rimane aperto, purché non contraddica i principi della morale naturale. Infatti aperto, per via inclusiva, non significa concedente verso una falsa linea progressista e permessivista che addomestica i valori a proprio uso e consumo e che, per esempio, riconosca la tendenza omosessuale, come un terzo polo sessuato (o variante della sessualità umana) ed apra a forme di riconoscimento civile di un simil-matrimonio.
Infatti il rispetto della persona non significa riconoscere infallibilmente l'omosessualità come terzo polo sessuato che ha gli stessi diritti sociali della coppia eterosessuale come cita lo stesso documento: "Nondimeno questi diritti non sono assoluti. Essi possono essere legittimamente limitati a motivo di un comportamento esterno obiettivamente disordinato. Ciò è talvolta non solo lecito ma obbligatorio, e inoltre si imporrà non solo nel caso di comportamento colpevole ma anche nel caso di azioni di persone fisicamente o mentalmente malate. Così è accettato che lo stato possa restringere l'esercizio di diritti, per esempio, nel caso di persone contagiose o mentalmente malate, allo scopo di proteggere il bene comune."
Il Documento della Congregazione non dice nulla di nuovo, ma sinteticamente attualizza e rispetta, totalmente e chiaramente, il dato biblico e la tradizione apostolica e della Chiesa.
Le malelingue che vogliono addomesticare la Parola di Dio ai propri fini politici o etici e accusano la Chiesa di discriminare, in realtà non conoscono né Dio né la Chiesa. Distinzione non significa automaticamente discriminazione, nel senso escludente acquisito dal linguaggio comune, ma semplicemente chiarezza e distinzione per il bene comune e delle Persone con tendenza omosessuale stesse e della loro vocazione umana alla santità. Inoltre dobbiamo anche aggiungere che occorre sempre chiedersi del perché l'omosessualità può generare ironia grossolana e paura.
Sicuramente c'è dietro una forte immaturità personale e collettiva ma anche una sapienza intrinseca che nasce dall'autocoscienza dell'umanità verso qualche cosa che la può danneggiare. E in questo, ripetiamo, non si intende la Persona con tendenza omosessuale in sé ma l'omosessualità soprattutto sostenuta come propaganda ideologica e "lobbistica". Propaganda di cui siamo immersi con tale ingolfamento che è dannoso proprio per la chiamata alla Bellezza a cui sono chiamate le Persone con tendenza omosessuale o omo-affettiva.
Di fatto le epoche che hanno dato spazio alla dissoluzione sessuale e ad ogni perversione che viene dal disordine sessuale (libertinaggio, pedofilia, necrofilia, promiscuità, zoofilia, prostituzione, omosessualità, travestitismo, ecc.) o dal disordine degli orientamenti sessuali, hanno suicidato sé stesse.
Hanno infatti tradito l'ontologia relazionale autentica dell'essere Persona di ogni Persona.
Ecco perché la castità è la risposta che dona la Bibbia prima della Chiesa; ed è una risposta per tutti coloro che vogliono vivere da figli di Dio e protagonisti con Cristo del proprio destino.
E riguarda ogni battezzato, riferendosi al corretto uso, secondo natura e Sacra Scrittura, del dono della sessualità e della genitalità.
Probabilmente anche Gesù ha vissuto una discriminazione davanti alla questione sessuale.
Di fatto era un po' strano vedere un rabbì della sua età non coniugato. Sicuramente la figura di Gesù manifestava delle perplessità; da una parte era circondato anche da donne che avevano da Lui (contrariamente a quei tempi) il massimo rispetto e dignità e dall'altra non era coniugato. In un linguaggio corrente potremmo dire che Gesù poteva apparire a qualcuno, superficiale e malizioso, sicuramente una figura poco chiara.
Da queste perplessità ecco la risposta chiara di Gesù sul matrimonio, l'uomo e la donna e la verginità per il Regno:
«Allora gli si avvicinarono alcuni farisei per metterlo alla prova e gli chiesero: «E' lecito ad un uomo ripudiare la propria moglie per qualsiasi motivo?». Ed egli rispose: «Non avete letto che il Creatore da principio li creò maschio e femmina e disse: Per questo l'uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie e i due saranno una carne sola? Così che non sono più due, ma una carne sola. Quello dunque che Dio ha congiunto, l'uomo non lo separi». Gli obiettarono: «Perché allora Mosè ha ordinato di darle l'atto di ripudio e mandarla via?». Rispose loro Gesù: «Per la durezza del vostro cuore Mosè vi ha permesso di ripudiare le vostre mogli, ma da principio non fu così. Perciò io vi dico: Chiunque ripudia la propria moglie, se non in caso di concubinato, e ne sposa un'altra commette adulterio». Gli dissero i discepoli: «Se questa è la condizione dell'uomo rispetto alla donna, non conviene sposarsi». Egli rispose loro: «Non tutti possono capirlo, ma solo coloro ai quali è stato concesso. Vi sono infatti eunuchi che sono nati così dal ventre della madre; ve ne sono alcuni che sono stati resi eunuchi dagli uomini, e vi sono altri che si sono fatti eunuchi per il regno dei cieli. Chi può capire, capisca». (Mt. 19,3-12)
Chi può capire capisca!
Certo è difficile comprendere se non si ascolta né Dio, né la Sua Parola, né la Chiesa, chiusi dietro narcisismi adolescenziali. Magari essendo leader di partito o teologi di correnti apparentemente progressiste... però sempre in fuga da se stessi; sbandierando l'orgoglio omosessuale perché si ha paura del vuoto che si ha dentro!
Fautori di battaglie civili e di "diritti", che portano in sé il marcio, come sepolcri imbiancati, incantatori di folle, nutriti dall'isteria di massa e dal bisogno di "entrare" senza passare dalla porta stretta.
Per quanto riguarda l'aspetto della desatellizzazione, già in queste pagine abbiamo ribadito come l'indicazione biblica del "taglio" sia fondamento della maturità personale e del cammino verso la santità (qui). Non occorre certo una grande indagine sociologica per capire che viviamo in una epoca fortemente edonistica e narcisistica che produce cattive relazioni di coppia eterosessuale proprio perché non vi è una corretta relazione con se stessi e un corretto cammino di desatellizzazione.
La questione omosessuale va inserita pienamente in questo contesto edonistico e narcisistico senza generalizzare. L'omosessuale ha in sé i moti narciso-centrici per non compiere mai un "salto" desatellizzante radicale verso l'altro.
Una società non desatellizzata ed immatura non produce maturità ma solo confusione etica, a vantaggio ovviamente dei giochi di potere politici sia nazionali che europei di alcune minoranze che hanno importanti risorse economiche o posti privilegiati in ambito decisionale e politico.
In ultimo, per concludere questo nostro breve itinerario, la nudità spirituale è la condizione primigenia per capire Dio, se stessi e l'altro.
Solo chi è "nudo" ascolta e può capire quello che Dio gli sta dicendo nella propria storia. Il cammino pastorale esorta noi e tutti gli uomini di buona volontà nel capire la nostra vocazione personale. Il fratello e la sorella con tendenza omosessuale infatti cerca, chissà da quanto tempo, delle risposte da darsi per comprendersi alla Luce della Verità che è Cristo Gesù. Qui, in questo "segno dei tempi", senza cedimenti ideologici (che si collocherebbero come abuso ed omissione) la Chiesa è chiamata a dare la Bellezza e la statura umana e personalizzante che è Cristo Gesù e il Suo Vangelo.
vd anche
Omosessualità e Bibbia, omosessualità e cristianesimo
Card. Caffarra: MATRIMONIO E UNIONI OMOSESSUALI
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