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bimbo 3MUMBAI, 30. La Chiesa cattolica «sostiene che la vita di ogni essere umano deve essere rispettata e trattata con dignità fin dal momento del concepimento». Per questo la «procreazione di una nuova persona, mediante la quale l’uomo e la donna collaborano con la potenza del Creatore, dovrà essere il frutto e il segno della mutua donazione personale degli sposi, del loro amore e della loro fedeltà». È il commento di monsignor Dominic Savio Fernandes, vescovo ausiliare di Bombay e presidente della commissione sulla famiglia della regione occidentale della Conference of Catholic Bishops of India, in merito alla nuova legge sulla maternità surrogata presentata dal Governo e che dovrà essere discussa in Parlamento nei prossimi giorni.
Nel progetto si prevede che le coppie sterili indiane potranno ricorrere alla surrogazione di maternità: la gravidanza dovrà essere portata a termine da una parente stretta dei coniugi. A prescindere dal fatto se la legge sia animata da scopi altruistici, monsignor Fernandes ha affermato ad AsiaNews che essa è del tutto «inaccettabile per la Chiesa cattolica, perché non afferma il rispetto e la dignità degli embrioni. La Chiesa conosce a fondo il dolore e la sofferenza delle coppie che scoprono di essere sterili». Tuttavia, ciò non vuol dire che la maternità surrogata sia la scelta migliore e si suggerisce dunque «l’adozione delle migliaia di bambini che vengono abbandonati in India. In questo modo essi possono ricevere l’amore, la dignità e il rispetto loro negato non per loro colpa». Secondo il presule, questa sarebbe una soluzione molto più altruistica al problema dell’infertilità delle coppie sposate.

© Osservatore Romano - 31 agosto 2016