Nel progetto si prevede che le coppie sterili indiane potranno ricorrere alla surrogazione di maternità: la gravidanza dovrà essere portata a termine da una parente stretta dei coniugi. A prescindere dal fatto se la legge sia animata da scopi altruistici, monsignor Fernandes ha affermato ad AsiaNews che essa è del tutto «inaccettabile per la Chiesa cattolica, perché non afferma il rispetto e la dignità degli embrioni. La Chiesa conosce a fondo il dolore e la sofferenza delle coppie che scoprono di essere sterili». Tuttavia, ciò non vuol dire che la maternità surrogata sia la scelta migliore e si suggerisce dunque «l’adozione delle migliaia di bambini che vengono abbandonati in India. In questo modo essi possono ricevere l’amore, la dignità e il rispetto loro negato non per loro colpa». Secondo il presule, questa sarebbe una soluzione molto più altruistica al problema dell’infertilità delle coppie sposate.
© Osservatore Romano - 31 agosto 2016