Oltre 16 milioni dalla Cei per progetti di sviluppo

Papa CEIUn nuovo reparto di maternità, un centro per il sostegno e la riabilitazione degli ex detenuti e una scuola secondaria per bambini e ragazzi emarginati: è l’Africa la maggiore beneficiaria, degli oltre 16 milioni di euro stanziati, per 84 progetti di sviluppo in tutto il mondo e grazie all’otto per mille, dal Comitato per gli interventi caritativi a favore del Terzo Mondo. È quanto è emerso durante la riunione dell’organismo della Conferenza episcopale italiana (Cei) svoltasi nei giorni scorsi a Roma, nella quale sono stati resi noti, oltre ai 39 programmi relativi al continente africano per un totale di oltre otto milioni di euro, anche gli altri interventi suddivisi per aree geografiche: 25 progetti in America latina, 15 in Asia, due in Medio oriente, due nell’Est Europa e uno in Oceania.
In Benin, a Gougnenou, in una zona in cui la mortalità materna e infantile è particolarmente elevata, sorgerà un reparto di maternità attrezzato con moderni macchinari per fare fronte a tutte le emergenze. Mentre è rivolto al mondo carcerario il progetto riguardante la diocesi di Enugu, in Nigeria: nel villaggio di Dodo è stata finanziata la realizzazione di un centro per il sostegno e la riabilitazione degli ex-detenuti che sarà dotato di refettorio e alloggi, anche per gli operatori, oltre a una serra, una fattoria, un auditorium e ai necessari uffici. Istruzione ed emarginazione sono invece alla base del programma ideato per il distretto ugandese di Wakiso: il denaro raccolto servirà all’edificazione di un istituto scolastico secondario per 300 giovani emarginati, con l’obiettivo di arrivare poi ad accoglierne fino a 1500, comprendente locali abitativi e didattici funzionali e privi di barriere architettoniche.
Croce Rossa, Caritas e missionari sono coinvolti nei progetti per l’area latino-americana, come quello in Colombia che prevede la realizzazione di una fabbrica farmaceutica per medicinali non brevettati da distribuire sul territorio locale e venezuelano. Tra i programmi riservati all’Asia, sorgerà entro tre anni nella diocesi di Ruteng, in Indonesia, un centro di formazione per ragazzi disabili per l’inserimento nel mondo del lavoro ed emancipazione. Mentre per l’Oceania è stato approvato un progetto in Papua Nuova Guinea, a Kokopo, dove saranno costruiti trenta alloggi a basso costo destinati a persone indigenti. In Bosnia ed Erzegovina, a Vareš, verranno creati un centro diurno per l’assistenza di anziani e disabili e una rete per aiutare a domicilio circa 400 persone in difficoltà.

© Osservatore Romano - 10 ottobre 2019

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