Rassegna stampa formazione e catechesi

Messa del cardinale Parolin nella cappella Paolina. Contenere l’irrazionalità punitiva

cappella paolinaPapa Francesco, con quella «sensibilità umana e pastorale che gli è caratteristica e che è espressione di una grandiosa visione in cui vibra un autentico esistenzialismo cristiano», il 15 novembre 2019, rivolgendosi ai partecipanti al XX congresso mondiale di diritto penale, ha invitato a «contenere l’irrazionalità punitiva». Lo ha ricordato il cardinale Pietro Parolin, segretario di Stato, durante la messa per l’inaugurazione dell’anno giudiziario in Vaticano, celebrata nella cappella Paolina del Palazzo Apostolico sabato mattina, 15 febbraio, prima dell’udienza pontificia.
Qualcuno, ha fatto notare il porporato, «forse troppo allarmisticamente, ha avvertito il rischio di un’eccessiva penalizzazione del diritto. Ciò potrà essere evitato solo se ci si difenderà dalla tentazione, sempre ricorrente, del positivismo giuridico, che con fatale crescendo diventa formalismo, normativismo, nominalismo e di lì nichilismo, riducendo la legge alla formula e alle nude parole che la esprimono». L’antidoto più efficace al positivismo e «alle sue secche», ha sottolineato il cardinale, è rappresentato dal diritto naturale e dal ricorso all’aequitas «che è la giustizia del caso singolo, del caso concreto, dopo accuratissimo e onesto discernimento».
Citando nuovamente Francesco, il segretario di Stato, ha ribadito alcune «note fondamentali che promanano dal principio di legalità», quali la «presunzione di non colpevolezza e i suoi stretti legami logici con i principi della responsabilità personale e della funzione riabilitativa e non vendicativa della pena, la necessità della certezza morale fondativa della pronuncia del giudice, firmo manente l’aureo principio romano: in dubio pro reo».
Con forza, il 23 ottobre 2014, il Pontefice ribadiva che «la cautela nell’applicazione della pena deve essere il principio che regge i sistemi penali». E a questo proposito, ha fatto notare il segretario di Stato, ulteriori effetti «dell’esigenza di legalità e, in ultima analisi, garanzie dei diritti fondamentali della persona sono la tassatività della fattispecie penale, rigorosamente tipizzata», da cui «il divieto di analogia nel diritto penale e la gradualità della pena» con la «sopra richiamata finalità rieducativa e non già di mera vendetta».
Al termine della messa, nella Sala regia si è svolta la cerimonia inaugurale alla presenza del Papa. Sono intervenuti, tra gli altri, i cardinali Bertello, Stella, Becciu, Mamberti, Bertone, Vallini, Calcagno, Monterisi; gli arcivescovi Peña Parra, Pawlowski, Roche, Galantino, Iannone, e i vescovi Vérgez Alazaga, Arrieta Ochoa e Sciacca, e monsignor Cona; il presidente del Tribunale dello Stato della Città del Vaticano, Giuseppe Pignatone; il giudice Papanti-Pelletier, il promotore di giustizia Milano e il notaro attuario Ottaviano. Tra le personalità dello Stato italiano: il ministro della giustizia, Bonafede; l’ambasciatore presso la Santa Sede, Sebastiani; il vice presidente della Corte costituzionale, Morelli; il procuratore generale della Corte di cassazione, Salvi; il primo presidente della Corte di cassazione, Mammone; il presidente aggiunto del Consiglio di Stato, Santoro; e il presidente della Corte dei Conti, Buscema.

© Osservatore Romano - 16 febbraio 2020


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