Rassegna stampa formazione e catechesi

Il Natale di Maria vergine secondo la venerabile Francesca Farnese

Maria insegna ai dottori nel TempioLa venerabile clarissa Francesca Farnese (1593-1651) è una delle figure rappresentative della spiritualità del Seicento in cui l’affezione a Gesù e Maria si esprime anche attraverso la poesia, ossia un genere letterario privilegiato dai mistici in cui partecipazione emotiva e passionalità sono ben presenti, come mostra la sottostante composizione per la festa della natività di Maria. (da Francesca di Gesù Maria, Poesie sacre, Roma 1659, p. 239-242).

Quando il Sol nell’Oriente

Scuopre il volto suo sereno

Tutt’il mondo rende ameno

E rallegra ogni vivente

Così fa MARIA nascente,

Che di gratie ha pieno il seno;

Con l’aspetto illustre, e terzo

Dà splendor all’Universo.

O dolcissima Bambina,

A cui il Ciel humil s’inchina;

O Beata Pargoletta,

Da cui gratie il mondo aspetta:

O divina illustre infante,

Ch’ogni cor ti rende amante;

Quanto sei serena, e bella,

Più del Sole, e d’ogni Stella.

Nel Natale tuo giocondo

Si rinova tutt’il mondo,

Fuggan l’ombre della morte,

Vien’à a noi felice sorte,

E co i primi tuoi splendori,

Tutto il Ciel di tè innamori;

Tuo sembiante humil’, e pio

Raddolcisce, e placa Dio.

Dal tuo nascere, ò MARIA,

Ne fa festa ogn’alma pia,

E ripiena di stupore,

Tutt’accesa del tu’ amore,

Giubilando Benedice,

La tua nascita felice:

Quant’è vaga, quant’è bella

Questa dolce Bambinella.

O bellissima Bambina,

Per cui fu nostra ruina

Riparata, e convertita

Nostra morte in vera vita;

Tutt’il mondo à tè si piega,

E’l tuo volto adora, e prega,

Celebrando il tuo Natale,

Che diè fine al nostro male.

Gareggiavan gl’anni, e i lustri,

Per veder tuo giorni illustri;

Sospiravan i Profeti

De’ tuoi gesti humili, e quieti,

Tutt’i i Giusti, e tutt’i i Santi

Di tè stavano anhelanti,

E l’istesso eterno Dio

Tua beltade hebbe in desio.

Gia da gl’ultimi confini,

Con thesori pellegrini,

Vien à noi da Dio mandata

Questa tanto desiata

Donna forte, e coraggiosa,

Questa perla pretiosa,

Per fugar nostri nemici,

e far noi ricchi, e felici.

Hor la terra in competenza

Stà col Ciel per tua presenza,

Tal bellezza, e tal bontà

(Fuor di Dio) il Ciel non hà;

E se Dio la su dimora,

Nel tuo sen starassi ancora;

Onde il tuo stellato velo,

Trasmutò la Terra in Cielo.

O nascente risplendente,

Pura, santa, e innocente;

O soave, e dolce infante,

Tutta florida, e vernante,

Hoggi nasce, e nelle fasce

Dell’amor di Dio si pasce,

Quant’è rara, quant’è cara

Quant’è bella, quant’è chiara.

Tuo Natale il Ciel disserra

Tua beltade attrahe à terra

I superni Spiriti alati,

Stupefatti, e innamorati,

Tutt’il mondo insieme applaude,

Ogn’un dice; Gaude, Gaude;

Ogn’un giubila, ogg’un vi gode,

Ogn’un canta à Dio gran lode.

Gaude, Gaude, ò Fanciullina,

Che farai del Ciel Regina,

E per cumolo d’honore

Verrai Madre al tuo Signore;

Ogni gente al tuo volere,

Servirà con gran piacere,

Cielo, e terra ti saluta,

Ben sia nata, e ben venuta.

O felice chi dal male

Separato il tuo Natale

Hoggi celebra rinato

Teco cresce, e si nutrisce

Del tu’amore, stabilisce

Di voler sempre honorarti,

E seguirti, e imitarti:

Così sia, così sia,

Segua, e serva ogn’un MARIA,

Così faccia l’alma mia.

Per un approfondimento cfr. https://clarissefarnese.it

Giovedì della XIX settimana delle ferie del Tempo Ordinario

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