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Rassegna stampa Speciali
Andrea Tornielli dal suo blog su il Giornale
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Nelle prossime ore saranno in tanti a dedicarsi all’illuminante lettura dei documenti riservati messi in rete dal sito Wikileaks: migliaia di comunicazioni confidenziali, direttive, appunti e telegrammi.  I files sarebbero stati prelevati dal SiprNet (Secret Internet Protocol Router Network), una struttura del governo Usa alla quale hanno accesso controllato 2 milioni 500 mila funzionari. Ieri mattina il quotidiano La Stampa ha anticipiato il contenuto di alcuni files che riguardano il Vaticano, e in particolare il conclave del 2005, dal quale è risultato eletto Benedetto XVI. E’ interessante constatare che la diplomazia statunitense non aveva affatto creduto alla possibilità che Ratzinger venisse eletto,  ritenendo piuttosto certa l’altra opzione, quella di un Papa latinoamericano. Leggendo quei files si ha la prova che i diplomatici basavano i loro convincimenti sulla lettura di (alcuni) giornali e commentatori, in particolare quelli americani: alcuni dei più autorevoli vaticanisti Usa, infatti, non mettevano il nome di Ratzinger tra i primi venti “papabili”, ritenendo la sua come una candidatura “di bandiera”, che non avrebbe superato lo scoglio del primo giorno di votazioni. Errare è umano, tentare di indovinare il risultato di un conclave è uno sport assai difficile. Ma certo che leggendo quelle comunicazioni dei diplomatici Usa, che non facevano altro che riportare, di fatto, quanto pubblicato su alcuni giornali, torna in mente la battuta del grande cardinale Domenico Tardini, strettissimo collaboratore di Pio XII e poi Segretario di Stato di Giovanni XXIII. A chi gli diceva che quella vaticana era la migliore diplomazia al mondo, rispondeva ironico con il suo inconfondibile accento romanesco: “Se la nostra è la mejo, figuramose le altre…”. Appunto, figuramose

© http://blog.ilgiornale.it/tornielli - 29 novembre 2010