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anticristo-signorelli-orvietoPaolo Deotto © www.riscossacristiana.it 31 maggio 2011

In genere gli articoli di Riscossa Cristiana contengono una o più immagini. Ma qui parliamo di un libro al quale non vogliamo davvero dare eccessiva pubblicità, e lo stesso dicasi per il quotidiano che lo ha pubblicizzato. Non pubblichiamo quindi la tradizionale foto di copertina, anche perchè si tratta di un libro il cui acquisto è perfettamente inutile, dal momento che in tutte le case civili si usa già la carta igienica

 

Posso avere tutta la buona volontà e fare i buoni propositi di stare un po’ quieto dopo i ballottaggi e relativi esiti infausti. Ma, come suol dirsi, ci sono cose che ti tirano per i capelli, e davanti alle quali il silenzio sarebbe complicità.

Stamattina mi capita tra le mani uno di quei giornaletti gratuiti, impegnati a rovinare quel poco che (forse) resta di giornalismo serio in questo nostro squinternato Paese. Si chiama “Cinque Giorni”, ha sede a Roma, via Cristoforo Colombo 134, indirizzo mail This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it. Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. , ma si qualifica come “quotidiano gratuito di Milano e Provincia”.

In prima pagina, ben in evidenza, “Cinque Giorni” espone la pubblicità di un libro dell’editrice inglese Penguin, “Processo al Papa”, scritto dall’avvocato Geoffrey Robertson, definito “insigne giurista (?) libertario, attuale difensore di Julian Assange per il caso Wikileaks”. Capirai che bella qualifica…

Il libro non è altro (come potete leggere in brevi recensioni reperibili su Internet) che l’ennesimo attacco a Benedetto XVI, per il quale “l’insigne giurista” progetta nientemeno che l’incriminazione per crimini contro l’umanità, come già fecero due suonati avvocati bavaresi lo scorso mese (Riscossa Cristiana denunciò anche questo fatto). Ma mentre i due suonati bavaresi andavano a tutto campo, arrivando a dire che il Papa, insegnando la morale cristiana in materia di sesso aveva contribuito a diffondere l’AIDS, il suonato inglese limita il suo discorso a un argomento che fa molto “in”: la pedofilia. Tout court, si stabilisce che la Chiesa sapeva sempre tutto e sempre tutto ha coperto. Insomma, si ritirano fuori gli argomenti che da anni si riciclano periodicamente e che sono serviti, tra l’altro, per far guadagnare fiumi di milioni di dollari a tanti legali che hanno pattuito risarcimenti astronomici, il più delle volte su denuncie di fatti avvenuti decenni prima, difficili da dimostrare, e dai quali era pressoché impossibile difendersi, e per i quali, tra l’altro, non c’era nemmeno il rischio del processo (dove le accuse si devono dimostrare), essendo in gran parte reati (veri o presunti) estinti per prescrizione.

Lo scandalo dei preti pedofili si sta rivelando una miniera d’oro inesauribile. Questo libro, c’è da scommetterci, venderà bene, perché un libro che insulta il Papa è sempre molto richiesto e fa molto chic averlo nello scaffale, per fare qualche commento sdegnato con le amiche dopo la partitina di bridge. Sarà felice l’editore, sarà felice l’autore. Pecunia non olet, insegnava Vespasiano, il cui nome, non a caso, fu usato per lungo tempo per i gabinetti pubblici.

Il libro promette “nuovi e inquietanti retroscena sullo scandalo dei preti pedofili”, e il testo della pubblicità piange di vittimismo: “Il libro che non sarebbe stato possibile scrivere in Italia”. Questa affermazione è totalmente cretina, sia perché in Italia si sono scritte innumerevoli porcherie contro il Papa, sia perché non si vede il motivo per cui uno scrittore inglese, che ha a disposizione Case editrici inglesi, quindi nella patria della Massoneria, potrebbe aver bisogno di pubblicare in Italia. Però in Italia viene a vendere, e nessuno glielo impedisce.

Che dire? Chiunque abbia un minimo di onestà si rende conto che Benedetto XVI non ha avuto paura a scoperchiare una pentola, peraltro ben meno piena di quanto si voglia far credere, e di dare severe disposizioni contro uno scandalo che non ha certo scusanti, ma le cui radici affondano proprio in quel clima (ne scriveva pochi giorni fa Rino Tartaglino) di sfrenatezza sessuale, perseguito per decenni dagli stessi che ora si scandalizzano se il morbo ha toccato anche alcuni preti. Il morbo da loro stessi diffuso, anche per l’esaltazione dell’omosessualità, perversione individuabile in moltissimi pedofili.

Dicevamo che “pecunia non olet”. Ma non è credibile che questo martellamento ciclico contro il Papa abbia per scopo solo quello di guadagnare danaro. Chi scrive porcherie ha in genere la fantasia molto sbrigliata, e non gli mancano mai argomenti per scrivere ulteriori porcherie da vendere.

Notate che curiosa coincidenza. Da una parte non c’è giorno in cui non si parli delle meraviglie dell’omosessualità, senza dubbio uno dei più satanici e animaleschi vizi. E si ripete, si ripete, si ripete, finché capita che anche tante persone, perbene ma sprovvedute, sono pronte a giurarvi che sì, in fondo, che c’è di male a essere sodomiti… Dall’altra parte si ritorna periodicamente a presentare la Chiesa come una specie di branco di assatanati e si spara a zero contro questo Papa, uomo mite e dolce, ma inflessibile difensore della retta dottrina. E si ripete, si ripete, si ripete. E così il pubblico, perbene ma sprovveduto, e che soprattutto sente una sola campana, viene portato a credere le più assurde calunnie e a disprezzare il Vicario di Cristo.

Lenin, Goebbels e ora i laicisti più o meno massoni, tutti hanno lo stesso stile: calunniate, calunniate, qualcosa resterà. Con, in più, quella punta di vigliaccheria che li rende, se possibile, ancora più disgustosi: già, perché sparare sul Papa non fa correre alcun rischio.

Si fanno soldi, si corrompe la Società (con l’esaltazione dell’omosessualità), si insulta la Chiesa e il Papa, con l’uso strumentale di uno scandalo contro cui la Chiesa è la prima a lottare.

Caro Avvocato Robertson, “insigne giurista”, buon lavoro. Il suo padrone paga molto bene, ma poi pretende indietro quanto ha dato, con pesanti interessi. Ci pensi. “Egli è bugiardo e padre di menzogna”.