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Rassegna stampa Speciali
In occasione del 150° anniversario de “L’Osservatore Romano”, sarà presentato domani a Roma il volume “Singolarissimo giornale. I 150 anni dell’‘Osservatore Romano’” curato da Giovanni Maria Vian e Antonio Zanardi Landi. All’incontro “150 anni di Osservatore Romano. Una voce diversa” (Ambasciata d’Italia presso la Santa Sede - Palazzo Borromeo) parteciperanno Franco Frattini, ministro degli Affari esteri, e Gianni Letta, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio. Sarà presente anche il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. Per Zanardi Landi, ambasciatore italiano presso la Santa Sede, il libro vuole essere “un avvio per una ricerca ancor più approfondita e completa sulla vita e l’impatto avuto dal giornale nel dibattito culturale e politico in Italia”. D’altra parte, sottolinea Frattini nel suo contributo al testo, “L’Osservatore” è “molto di più di un giornale ‘romano’” perché “il suo orizzonte è il mondo nella sua interezza, non limitato neanche a quello cattolico” tanto da essere “una voce sempre moderna”. Il quotidiano vaticano, ribadisce Letta, “si è sempre contraddistinto per il taglio originale della sua informazione, per avere, da un certo momento in poi, un editore molto particolare e, infine, per rivolgersi a un pubblico non circoscritto a un’area geografica o a un’appartenenza politica”.
Un giornale “completamente rinnovato” grazie ad “una veste grafica più essenziale, all’introduzione stabile del colore in prima e ultima pagina, all’apertura a molte firme femminili e alla collaborazione anche di non cattolici”. È la linea editoriale de “L’Osservatore Romano” tracciata dal direttore Giovanni Maria Vian e ripercorsa dallo stesso nel contributo che apre il volume “Singolarissimo giornale. I 150 anni dell’‘Osservatore Romano’”. Dopo aver ripercorso il secolo e mezzo che ha caratterizzato l’attività del quotidiano, Vian arriva fino ai nostri giorni ricordando l’impegno per “un più ampio respiro internazionale” e “l’attenzione rivolta soprattutto ad alcuni temi” come “l’economia, l’informazione culturale, la comunione cattolica nei diversi continenti, l’Oriente cristiano, l’attualità ecumenica, il confronto con l’ebraismo e le altre religioni”. Il testo raccoglie saggi inediti che alcuni storici italiani hanno scritto per raccontare la storia de “L’Osservatore Romano”: Gianpaolo Romanato, Giuseppe Dalla Torre, Ennio Di Nolfo, Andrea Riccardi, Giovanni Battista Varnier, Roberto Pertici, Silvio Ferrari, Paolo Zanini, Pietro Pastorelli, Carlo Cardia, Sergio Romano.

© SIR - 1 dicembre 2010