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agnus-deiRoma, 13 mag. (TMNews) - "Il parroco o il rettore, o il sacerdote responsabile di una chiesa, si regolerà secondo la sua prudenza, lasciandosi guidare da zelo pastorale e da uno spirito di generosa accoglienza" nei confronti dei fedeli che chiedono la messa in latino. E' quanto si legge nell'istruzione della Pontificia Commissione Ecclesia Dei sull'applicazione della lettera apostolica Motu Proprio Summorum Pontificum emanata nel 2007 da Benedetto XVI.

"I fedeli che chiedono la celebrazione della forma extraordinaria - si legge nel documento - non devono in alcun modo sostenere o appartenere a gruppi che si manifestano contrari alla validità o legittimità della Santa Messa o dei Sacramenti celebrati nella forma ordinaria e al Romano Pontefice come Pastore Supremo della Chiesa universale".

Il gruppo di fedeli "può essere anche costituito da persone che provengano da diverse parrocchie o Diocesi" e, si legge nel documento, "nel caso di un sacerdote che si presenti occasionalmente in una chiesa parrocchiale o in un oratorio con alcune persone ed intenda celebrare nella forma extraordinaria, il parroco o il rettore di chiesa o il sacerdote responsabile di una chiesa, ammettano tale celebrazione, seppur nel rispetto delle esigenze di programmazione degli orari delle celebrazioni liturgiche della chiesa stessa".

"Nei casi di gruppi numericamente meno consistenti - si legge nell'Istruzione - ci si rivolgerà all'Ordinario del luogo per individuare una chiesa in cui questi fedeli possano riunirsi per assistere a tali celebrazioni, in modo tale da assicurare una più facile partecipazione e una più degna celebrazione della Santa Messa. Anche nei santuari e luoghi di pellegrinaggio si offra la possibilità di celebrare nella forma extraordinaria ai gruppi di pellegrini che lo richiedano, se c'è un sacerdote idoneo".

© TM News - 13 maggio 2011