Home

Liturgia

Formazione

Rassegna stampa

Search

Risorse

Sostienici

Rassegna stampa Speciali

Si  moltiplicano  le  iniziative  e  le riflessioni  sulla  pace  in vista della xliv Giornata mondiale che si celebra il 1 gennaio. Quest'anno il messaggio di Benedetto XVI per la celebrazione ha per tema "Libertà religiosa, via della Pace". La pace, "dono di Dio e al tempo stesso un progetto da realizzare, mai totalmente compiuto", è violata nel mondo in molteplici modalità e anche l'anno che si chiude "è stato segnato, purtroppo, dalla persecuzione, dalla discriminazione, da terribili atti di violenza e di intolleranza religiosa".
È sotto gli occhi di tutti la sofferenza del Sudan per un conflitto quasi dimenticato. Mentre la diplomazia tenta di frenare a Doha, in Qatar, i conflitti tra governo sudanese e la ribellione attiva in Darfur, la gente continua il suo lento e inesorabile esodo verso il sud. La regione occidentale del Sudan continua a essere dal febbraio 2003 teatro di un conflitto interno che ha provocato una grave crisi umanitaria. Una piccola delegazione di solidarietà è entrata nel campo profughi per portare cibo, acqua e soldi per il viaggio ad alcune famiglie. Il gruppo è composto da suore Missionarie della Carità di Madre Teresa di Calcutta Figlie di Maria Ausiliatrice e due salesiani. Intanto la Conferenza ha promosso cento giorni di preghiera per la pace e la riconciliazione in Sudan.
Il vescovo di Rumbek monsignor Cesare Mazzolari, referente per l'episcopato in Sudan del comitato di religiosi e religiose per la solidarietà al Sud Sudan, in una intervista rilasciata al nostro giornale, aveva sottolineato che "dal 21 settembre al 1 gennaio, in coincidenza con la Giornata mondiale della pace in tutte le diocesi del Sudan si svolgeranno momenti di preghiera e altre iniziative, per esortare governanti e cittadini a promuovere il bene comune e a rendere il referendum per l'indipendenza del Sud Sudan un momento di maturità democratica e non pretesto di conflittualità e di divisione".
Anche i pensieri e le preghiere di molti nella comunione anglicana si concentrano sul Sudan e specialmente sul popolo del Sud Sudan che si prepara a un referendum (si terrà il 9 gennaio) decisivo per il futuro:  "Tutti sono invitati a pregare per questo Paese devastato dai conflitti, perché ritrovi la la pace e si ripristini la convivenza sociale".
In Vietnam il cardinale Jean-Baptiste Pham Minh Mân, arcivescovo di Thành-Phô Hô Chí Minh, Hôchiminh Ville, nell'invitare alla preghiera comune e all'impegno concreto per la pace e la riconciliazione, ha commentato il testo del Papa:  "Leggendo il messaggio per la Giornata mondiale della pace, come anche l'enciclica Caritas in veritate - ha sottolineato il porporato - ho imparato dal Papa il suo atteggiamento nell'affrontare i problemi nella vita umana. Egli affronta il problema della libertà religiosa nei continenti, come le altre questioni culturali, economiche e politiche, senza pronunciare alcuna sentenza ma con un'attitudine che apre la via del dialogo e della collaborazione, che aiuta tutti gli uomini di buona volontà a superare la situazione di mancanza di libertà o di una libertà liberista, allo stesso tempo unendosi in un comune sforzo di costruire una libertà più sana per il mondo di oggi". Un'occasione di riconciliazione e di dialogo con le altre chiese cristiane e confessioni. Questo l'obiettivo della tradizionale marcia per la pace, promossa, per venerdì 31, dalla Commissione della Conferenza episcopale italiana (Cei) per i problemi sociali e il lavoro, la giustizia e la pace, da Pax Christi e dalla Caritas. La pace come "Dono di Dio e compito dell'uomo" e la libertà religiosa quale "Via per la pace" sono i temi al centro della quarantatreesima marcia, che quest'anno si terrà ad Ancona, come prologo del Congresso nazionale eucaristico di settembre.
Nel presentare gli ultimi dettagli, l'arcivescovo di Ancona-Osimo monsignor Edoardo Menichelli ha citato il messaggio di Papa Benedetto XVI per la Giornata della pace:  "Quando la libertà religiosa manca o è indifferente verso Dio finisce per negare se stessa, e non garantisce appieno il rispetto dell'altro".
Un modo diverso per leggere gli eventi del 2010 e "fare" la storia partendo dal proprio stile di vita. È la proposta del Servizio missionario giovani (Sermig), un'associazione che ha sede a Torino, per la Giornata della pace. Presso l'Auditorium dell'Arsenale della Pace si svolgerà, la sera del 31 dicembre, l'incontro di riflessione e preghiera sul tema "Per una storia diversa, un diverso stile di vita".


(©L'Osservatore Romano - 31 dicembre 2010)