Il cambiamento d’epoca che si sta vivendo da un punto di vista geopolitico si può comprendere nel passaggio dalla fase finale della «Guerra fredda» al tentativo di avvio, confuso e conflittuale, di un nuovo contesto mondiale caratterizzato dall’emersione di un mondo multipolare.
Se prima, infatti, la polarizzazione – frutto delle conseguenze del Secondo Conflitto mondiale (1939-1945) era risolta nella contrapposizione tra i due blocchi, quello occidentale con a capo gli Stati Uniti d’America e quello comunista con a capo l’U.R.S.S. (Unione della Repubbliche Socialiste Sovietiche), con il crollo del muro di Berlino (9 Novembre 1989) e, quindi, per effetto della implosione del socialcomunismo sovietico, non si realizzerà un mondo con la guida indiscussa del vincitore della Guerra fredda, ossia il blocco occidentale con la leadership del Stati Uniti, bensì si assisterà al sorgere e al riposizionamento di polarità multiple.
Il nuovo ordine mondiale sostanzialmente, secondo il politologo americano Samuel Philips Huntington (1927-2008), presenta almeno sette civiltà protagoniste: gli Stati Uniti, l’Europa, la Cina, il Giappone, la Russia, l’India e gli Stati islamici emergenti.