Home

Liturgia

Formazione

Rassegna stampa

Search

Risorse

Sostienici

Rassegna stampa Speciali
guerra-libia-1Ancora nessuna traccia del colonnello Gheddafi

 TRIPOLI, 26. Nella capitale libica si continua a combattere strada per strada, con scontri durissimi tra insorti e lealisti, che spesso reagiscono dopo poche ore riguadagnando le posizioni perdute, in una ripetuta altalena di sangue e di violenze.
Gli scontri sono ininterrotti, senza esclusione di colpi e con vendette incrociate. In un ospedale di Tripoli - informano giornalisti sul posto - è arrivato un camion con i cadaveri di una ventina di civili, uccisi probabilmente durante la battaglia per la conquista del compound di Gheddafi, mentre in un accampamento militare nel centro della città sono stati trovati i corpi di trenta lealisti, alcuni dei quali ammanettati, cosa che ha fatto subito pensare a esecuzioni sommarie. Dal Consiglio nazionale di transizione (Cnt, l'organo politico degli insorti) è anche arrivato un primo bilancio di questi sei mesi di guerra: oltre ventimila morti.
Il leader libico Gheddafi è sotto assedio, ma continua a resistere. Inseguito dagli insorti e dalle forze speciali, il colonnello è riuscito anche ieri a sfuggire alla cattura. Nonostante una caccia all'uomo sempre più asfissiante, il rais continua a lanciare invettive e proclami. Mentre i ribelli cantavano vittoria, convinti di averlo ormai circondato in un appartamento del quartiere di Abu Salim, il colonnello - in un messaggio audio trasmesso da al-Orouba, l'emittente televisiva facente capo al suo secondogenito ed erede designato, Saif al-Islam - ha infatti esortato i connazionali in tutto il Paese a "combattere l'invasione straniera e ad accorrere a Tripoli, donne e bambini compresi, per affrontare e stroncare gli insorti". Gli insorti si stanno preparando anche all'attacco decisivo contro Sirte, città natale di Gheddafi e sua ultima roccaforte. Il ministro della Difesa britannico ha precisato che una formazione di aerei da combattimento ha lanciato oggi missili contro alcuni bunker del rais a Sirte. Si combatte pure a Sebha, città in pieno deserto, e a Zuara, sulla costa a ovest della capitale.
La televisione libica, ora controllata dall'opposizione, ha dato ieri sera notizia della prima conferenza stampa del Consiglio nazionale di transizione a Tripoli. Il Cnt ha confermato il trasferimento degli uffici da Bengasi nella capitale, dove formerà un nuovo Governo della Libia. Poche ore prima, il Consiglio di Sicurezza dell'Onu aveva dato il via libera per sbloccare i beni libici congelati (del valore di 1,5 miliardi di dollari), da destinare alla ricostruzione della Libia. I fondi, al momento bloccati dal regime di sanzioni imposto dalle Nazioni Unite su banche e aziende petrolifere di Tripoli, saranno utilizzati solo per gli aiuti umanitari. Anche l'Italia, al termine ieri dell'incontro a Milano tra il presidente del Consiglio dei ministri italiano, Silvio Berlusconi, e il premier del Cnt, Mahmud Jibril, ha annunciato la disponibilità allo scongelamento di fondi di Stato libici che sono attualmente bloccati presso il sistema bancario italiano, con una prima tranche immediatamente disponibile di 350 milioni di euro.

(©L'Osservatore Romano 27 agosto 2011)