C’è un atteggiamento piuttosto preoccupante che serpeggia nel web (e fuori dal web) circa la valutazione della posizione della Fraternità Sacerdotale San Pio X e, in particolare, delle consacrazioni episcopali del prossimo 1° luglio.
La legittimazione della FSSPX verrebbe dal disastro ecclesiale: gli incontri di Assisi, la dichiarazione di Abu-Dhabi, le benedizione alle coppie omo, la persecuzione al rito romano antico, la Pachamama, gli abusi liturgici. Tutto fa brodo. E sembra che ad ogni castroneria pronunciata da un vescovo, ad ogni nuova trovata della creatività liturgica, ad ogni frutto avariato del falso ecumenismo diventi sempre più evidente che Lefebvre aveva ragione e che la scelta della Fraternità sia l’unica realisticamente percorribile per conservare la fede.
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