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Rassegna stampa Speciali

Book Sixteen Miles Out on Unsplashdi Michele Colombo*

L’umiltà non è propriamente una categoria linguistica, sebbene la storia della Chiesa sia segnata dall’importanza attribuita al sermo humilis, cioè alla lingua semplice adatta a rivolgersi a tutti i fedeli. Eppure, proprio l’umiltà e la mitezza sono i segni sotto i quali, mi pare, si è presentata la parola pubblica di Benedetto XVI, a cominciare dal primo saluto pronunciato nel giorno dell’elezione. In tale occasione il ricordo del predecessore si può dire un elemento consueto, che si ritrova anche nei primi saluti di Giovanni Paolo II e Francesco; ma è caratteristico di Benedetto XVI lo sminuirsi in confronto a papa Wojtyla, attribuendosi con una metafora di ascendenza evangelica il modesto ruolo dell’operaio: «Cari fratelli e sorelle, dopo il grande papa Giovanni Paolo II, i signori cardinali hanno eletto me, un semplice e umile lavoratore nella vigna del Signore».

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