Riceviamo e rigiriamo il documento dei Rover e delle Scolte dell'Agesci. In fondo pagina, segue nostro commento.Anzitutto bisogna dire che non è un documento ufficiale dell'AGESCI, né dei Capi, ma appunto delle Scolte e dei Rover.
Tanto entusiasmo traspare ma anche tanta povertà antropologica che, come dice il titolo è la pochezza dei nostri tempi.
Questa povertà antropologica e sui principi fondanti dell'essere umano comporta diverse pennellate di carattere politicamente corretto che, cariche di autentico entusiasmo, sembrano dare colore ad un mondo grigio, con la voglia del nuovo e del giovanile "ora arriviamo noi"... L'entusiasmo e la voglia di fare il bene è una cosa buona, ottima. Guai a mortificarla.
Ma non ci si deve ingannare, il mondo de-colorato, grigio, insapore, è quello che si rivela se non si rispettano i fondamenti antropologici e le autentiche questioni di senso che sono preambula al Vangelo.
L'entusiasmo è una verniciatura che non cambia necessariamente il motore.
E qui parte buona del motore è dato dal politicamente corretto.
Occorre dunque recuperare l'entusiasmo e gli aspetti positivi e correggere, vigorosamente, quelli dubbi, errati e anti-evangelici e vagamente da minestrone new-age.
Ad esempio:
"Essere credenti, essere scout.." dicotomia impossibile, su questo occorre chiarirsi.
Infatti si è credenti e si vive la sottochiamata scout. Come sarebbe assurdo dire "cattolici politici". Niente di più errato, si è infatti cattolici in politica, cioè cattolici che vivono la seconda chiamata alla vita politica.
La seconda è subordinata alla prima. E si è cristiani se si crede e si segue Gesù e se si rispetta il minimo, secondo ragione, dei principi di morale naturale e Diritto naturale.
La verità dell'etica non è decisa dal soggetto o valutata democraticamente, ma è presente nell'uomo e va scoperta alla Luce di Cristo.
E ancora...
"chiediamo... all'Agesci di allargare i propri orizzonti affinché tutte le persone - indipendentemente dall'orientamento sessuale - possano vivere l’esperienza scout e il ruolo educativo con serenità senza sentirsi emarginati. Chiediamo inoltre all’Agesci che dimostri maggiore apertura riguardo a temi quali omosessualità, divorzio, convivenza, attraverso occasioni di confronto e di dialogo, diventando così portavoce presso le istituzioni civili ed ecclesiastiche di una generazione che vuole essere protagonista di un cambiamento nella società. A questo proposito, chiediamo alla Chiesa di accogliere e non solo tollerare qualsiasi scelta di vita guidata dall'amore;
• che l'Agesci non consideri esperienze di divorzio, convivenza o omosessualità invalidanti la partecipazione alla vita associativa e al ruolo educativo, fintanto che l'educatore mantenga i valori dell'integrità morale;
• alla Chiesa di mettersi in discussione e di rivalutare i temi dell'omosessualità, convivenza e divorzio, aiutandoci a prendere una posizione chiara;
• che lo stato porti avanti politiche di non discriminazione e accoglienza nei confronti di persone di qualunque orientamento sessuale, perché tutti abbiamo lo stesso diritto ad amare ed essere amati e che questo amore sia riconosciuto giuridicamente affinché possa diventare un valore condiviso.
• allo Stato di agevolare sia dal punto di vista economico che burocratico le pratiche di adozione nazionale."
Insomma i prodromi di una società smarrita e di credenti allo sbando.
Ma la vera domanda è:
i capi e l'AGESCI, saranno in grado di cogliere gli aspetti positivi giovanili e di valorizzarli e di porre una correzione di rotta, amorevole e vigorosa, alle derive soggettivistiche, relativistiche ed ideologiche di questo documento?
Sappiamo infatti che nei nuclei, socialmente intesi, il valore e spesso i principi, vengono sacrificati per non perdere il "numero".. a danno poi del bene autentico della persona stessa, di ogni singola persona e del membro associato e, non ultimo, anche dell'intero cammino associativo.
Insomma il compromesso, non quello operativo, che è il benvenuto, ma quello sui principi, diventa il vero principio ove tutto viene sacrificato.
Ai tempi del vecchio testamento si chiamava "vitello d'oro".
Nel nuovo testamento è il segno dell'Anticristo.
Nei tempi moderni si chiama narcisismo del politicamente corretto.
Segue il documento
Staff
cristianocattolico.it