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Famiglia-4GINEVRA, 11. La lotta contro il lavoro minorile ha fatto registrare successi significativi anche se parziali, ed è ormai certo che non sarà conseguito l’obiettivo dell’Onu di cancellare questa piaga sociale entro il 2016. Lo ricorda l’O rganizzazione internazionale del Lavoro (Ilo) in occasione dell’edizione di quest’anno della Giornata mondiale contro il lavoro minorile, che si celebra il 12 giugno dal 2002.
L’Ilo sottolinea che, sebbene dal 2008 al 2012 si sia registrata una diminuzione di 47 milioni di minori lavoratori, passando così da 215 milioni a 168 milioni, tuttavia resta ancora molto da fare. La Giornata di quest’anno si concentra sulla protezione sociale quale elemento costitutivo di ogni politica giusta e sostenibile. Protezione sociale — spiega l’Ilo — significa non solo leggi adeguate, ma anche tutela concreta delle famiglie per garantire a tutti i bambini cibo, cure e un vero accesso all’i s t ru z i o -ne, per dare loro le stesse opportunità di realizzare il proprio potenziale. È indispensabile, sotto questo aspetto, una piena presa di coscienza da parte dei Governi, delle organizzazioni della società civile e dell’opinione pubblica mondiale. La protezione dei minori passa attraverso la tutela della famiglia. «I bambini — avverte l’Ilo — sono costretti a lavorare laddove le famiglie non sono in grado di provvedere al proprio fabbisogno. La perdita del lavoro di un genitore, una grave malattia o un infortunio sul lavoro, una catastrofe naturale costringono i minori a lasciare la scuola per contribuire al sostentamento familiare». L’Ilo denuncia che «questo non accadrebbe se gli Stati avessero previsto solidi sistemi di protezione sociale capaci di garantire un reddito minimo alle famiglie e l’accesso ai servizi primari quali sanità e istruzione».

© Osservatore Romano - 12 giugno 2014