ROMA, 21. Per la Sardegna è venuto il momento del dolore e del lutto. «Non è estranea la mano dell’uomo; ci sarebbero stati esiti meno devastanti se avessimo imparato a rispettare i ritmi del creato» ha detto monsignor Sebastiano Sanguinetti, vescovo di Tempio-Ampurias, nell’omelia pronunciata ieri pomeriggio al Palazzetto dello sport di Olbia durante i funerali di sei delle vittime causate dalla terribile ondata di maltempo che nei giorni scorsi ha sconvolto l’isola. Per la Sardegna — aveva ricordato Sanguinetti in mattinata, durante le esequie di altre tre vittime a Tempio Pausania — è una tragedia «che ammutolisce» e che ha colpito «tanti nostri fratelli in Sardegna e va ben oltre la capacità umana di comprendere e sopportare». Nella cattedrale di Tempio Pausania gremita dalla folla, il vescovo Sanguinetti ha detto che «questi morti, questa distruzione, devono suscitare una profonda riflessione in tutti noi; questi morti sono il frutto di un imprevisto evento climatico, se non altro nella quantità, però anche l’uomo in qualche modo ci mette del suo». Il Consiglio dei ministri ha deciso di indire per domani una giornata di lutto nazionale in ricordo delle vittime dell’alluvione. Ieri, nel corso del vertice con il presidente del Consiglio, Enrico Letta, tenutosi a Villa Madama, a Roma, il presidente francese, François Hollande, ha espresso le condoglianze di tutti i francesi per la tragedia in Sardegna. Hollande ha rivolto lo stesso messaggio anche al presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, che ha incontrato al Quirinale. Intanto, sono scattate due inchieste per disastro colposo: una della Procura della Repubblica di Tempio Pausania, l’altra di quella di Nuoro. La magistratura inquirente — come riportano alcuni quotidiani locali — hanno richiesto alle amministrazioni maggiormente coinvolte nella catastrofe di lunedì scorso i progetti, le delibere e tutto quanto possa consentire di far chiarezza su opere stradali, manufatti, edifici, strutture e pianificazioni urbanistiche che hanno visto la luce negli ultimi anni. Si tratta — spiegano le fonti — di fare chiarezza sulle eventuali responsabilità umane nella tragedia. E sulle carenze nella pianificazione urbanistica in Sardegna, ma non solo, è intervenuto anche il ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, Andrea Orlando: «Sul dissesto idrogeologico stiamo ripetendo l’errore fatto in passato con la finanza pubblica. Si accumula un debito che viene scaricato sulle generazioni future». Secondo il ministro, «a livello nazionale dobbiamo far sì che la lotta al dissesto idrogeologico diventi una priorità; in questo momento, tra la realizzazione di una piazza e gli interventi di sistemazione di un fiume sono più importanti quest’ultimi». Il documento di strategia nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici «resterà aperto fino a dicembre alla consultazione delle parti interessate». Per quanto riguarda, invece, gli ultimi bilanci, il capo della protezione civile, Franco Gabrielli, ha detto oggi che «i morti sono sedici, c’è ancora un disperso, gli sfollati stanno diminuendo. C’è stato un progresso notevole nel recupero delle masserizie. Ho visto grande compostezza e determinazione. Il sistema viario è al collasso in molte realtà».
© Osservatore Romano - 22 novembre 2013