Rassegna stampa etica
somalia-3MOGADISCIO, 24. La Somalia è assediata dalla carestia e la popolazione continua a fuggire. In coordinamento con le autorità etiopiche, con le agenzie dell'Onu e le organizzazioni non governative, l'alto commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (Unhcr) è impegnato nel tentativo di rispondere a un nuovo flusso di rifugiati provenienti dalla Somalia: si stima che siano almeno diciottomila. In un comunicato l'Unhcr conferma di aver dispiegato, in Etiopia, un team di operatori d'emergenza nell'area di Gode, circa 250 chilometri a nord dei campi per rifugiati dell'area di Dollo Ado. Del team dell'agenzia fanno parte esperti nei settori salute, nutrizione, protezione, coordinamento delle operazioni sul terreno e registrazione. Hanno il compito di acquisire dati sul profilo dei rifugiati, identificare le loro necessità e fornire assistenza. L'Unhcr parteciperà anche alle operazioni di trasferimento dei rifugiati che vorranno spostarsi nei campi del complesso di Dollo Ado.
Per far fronte alle necesità di questo gruppo di rifugiati, dai depositi dell'agenzia a Dubai saranno prelevati e trasportati in aereo aiuti per ventimila persone. Beni di prima necessità come coperte, teli di plastica, taniche per l'acqua, kit di utensili per cucina, materassi, zanzariere, sono attesi per la fine di questa settimana ad Addis Abeba, da dove saranno immediatamente inviati a Gode. Nell'area saranno inviate al più presto anche circa tremila tende.
Intanto continua a destare molta preoccupazione il tasso di mortalità nel campo di Kobe, nel sudest dell'Etiopia, dove vivono 25.000 persone. La principale causa di decesso è il morbillo. L'alta diffusione di malnutrizione acuta, combinata con la scarsa igiene, non fa che aggravare il problema. La scorsa settimana è stata effettuata una campagna di immunizzazione di massa che ha coinvolto bambini e ragazzi di età compresa tra i sei mesi e i quindici anni. Perché il vaccino risulti efficace, e quindi perché i tassi di mortalità scendano, occorreranno, dicono gli esperti, circa due settimane.
Sul piano militare, nel frattempo, si segnala che il presidente dell'Uganda, Yoweri Museveni, ha annunciato l'invio in Somalia di ulteriori duemila effettivi delle forze armate nazionali, che affiancheranno i contingenti militari dell'Uganda e del Burundi già presenti nel Paese. L'offerta di rinforzi da Kampala, in risposta a un appello lanciato dall'Unione africana, è stata fatta circa due settimane dopo il ritiro dei miliziani Al Shabaab da Mogadiscio. L'aumento degli effettivi ugandesi ha lo scopo di consolidare la sicurezza a Mogadiscio.

(©L'Osservatore Romano 25 agosto 2011)