L’augurio è che il rispetto delle persone individuali sia sempre salvaguardato nelle loro legittime attese e nei loro bisogni, senza mai prevaricare il dato della famiglia. La sua originalità non può essere diluita, se ci sta veramente a cuore il “bene comune” che è la differenza, dei generi e delle generazioni». Del resto, «l’esperienza del sinodo — conclude la nota — è stata proprio quella di aver ridato evidenza alla famiglia. La sua bellezza che nasce dall’incontro di un uomo e di una donna e si apre al dono dei figli, in virtù di un legame indissolubile è ancora tra i desideri più autentici dei giovani in ogni parte del mondo. Non è mancato l’ascolto per le ferite della famiglia: le crisi matrimoniali, le fatiche dei figli, le difficoltà economiche, fino alla violenza che subiscono le donne».
© Osservatore Romano - 20-21 ottobre 2014