Home

Liturgia

Formazione

Rassegna stampa

Search

Risorse

Sostienici

Rassegna stampa etica
eutanasia-2Dimensione economica, il sollievo della sofferenza, l’assistenza medica al suicidio, il fine vita in neonatologia, la legge Leonetti, la medicina palliativa, la morte nella società contemporanea, le direttive anticipate: sono le otto tematiche accessibili nel blog lanciato giovedì 23 ottobre dall’arcivescovo di Rennes, Pierre d’Ornellas, chiamato dalla Conferenza episcopale francese a guidare il gruppo di lavoro sul fine vita. L’obiettivo è aprire una piattaforma di pensiero e confronto, di dialogo aperto, dove discutere senza reticenze di un tema tanto delicato.
«Si tratta né più né meno della vita umana», spiega semplicemente monsignor d’Ornellas (in passato a capo del gruppo di lavoro sulla bioetica), sottolineando le attese ma anche i dubbi che suscita il prossimo dibattito legislativo sul fine vita voluto dal presidente della Repubblica, François Hollande. Con il blog, la Chiesa cattolica desidera promuovere «una cultura palliativa», a beneficio di «un prendersi cura globale che vada più lontano del semplice exploit curativo». Ben coscienti che essa passerà attraverso decisioni politiche ed economiche coraggiose. Il primo post, intitolato Indispensable dialogue pour l’art de l’accompagnement , è stato scritto dallo stesso d’Ornellas, il quale difende il valore della legge Leonetti, che tuttora regola in Francia la materia. Fra gli interventi quelli del filosofo Jacques Ricot e del padre gesuita Bruno Saintôt, del Centre Sèvres, per il quale è importante trasmettere la testimonianza di medici, infermieri, volontari, e delle persone in situazione di vulnerabilità, soprattutto psichica. L’esatta composizione del gruppo di lavoro sul fine vita verrà annunciata all’assemblea plenaria in programma a novembre a Lourdes ma è già noto che ne faranno parte vescovi, esperti e professionisti del settore come padre Brice de Malherbe, co-direttore del dipartimento di ricerca etico-biomedicale al Collège des Bernardins, e MarieSylvie Richard, della Maison Médicale «Jeanne Garnier». (giovanni zavatta)

© Osservatore Romano - 26 ottobre 2014