WASHINGTON, 20. Mentre restano sempre alti l’attenzione e l’imp egno della comunità cattolica negli Stati Uniti in difesa della libertà religiosa, nuove aperture giungono da parte delle istituzioni civili per quanto concerne la necessità di tutelare la libertà di coscienza degli operatori sanitari che prestano servizio per conto delle istituzioni e organizzazioni non soltanto religiose e di coloro che offrono o acquistano un’assicurazione sanitaria, che intendono rispettare i propri convincimenti in tema di lotta contro le pratiche abortive.
A tale riguardo, apprezzamento per la decisione di includere due provvedimenti in materia di libertà di coscienza nella proposta di legge di spesa per il Fiscal Year 2013, attualmente in corso di discussione presso il Congresso di Washington, è stato espresso dall’episcopato. La sottocommissione della Camera dei rappresentanti che si occupa dell’erogazione di fondi per vari dipartimenti e agenzie per il lavoro e per il servizio sanitario ha provveduto a inserire i due provvedimenti in una lista da sottoporre all’a p p ro - vazione finale da parte del Congresso. Si tratta delle proposte di legge «The Abortion Non-Discrimination Act (Anda) H.R. 361» e «Respect for Rights of Conscience Act H.R. 1179». Come ha spiegato il cardinale arcivescovo di Galveston-Houston e presidente del Comitato per le attività pro-vita dell’episcopato, Daniel N. DiNardo — in particolare riferimento al secondo provvedimento — il disegno di legge «aiuterà ad assicurare che le nuove disposizioni della riforma sanitaria non vengano usate per violare la libertà religiosa e i diritti di coscienza di quanti offrono e acquistano una polizza sanitaria nella nostra nazione». In una nota dell’episcopato — a firma dello stesso cardinale DiNardo — si sottolinea che la sottocommissione, nell’adottare le proposte di legge, «ha compiuto un primo, urgente e necessario passo verso la tutela dei diritti alla libertà di coscienza e alla libertà religiosa nel nostro sistema sanitario». Le proposte di legge, specifica il porporato, contribuiscono infatti «a rafforzare le protezioni federali per gli operatori sanitari che si rifiutano di praticare aborti e faranno in modo che la riforma sanitaria consenta ai cittadini di acquistare una copertura assicurativa senza essere costretti ad abbandonare le loro profonde convinzioni religiose e morali su questioni come l’aborto e la sterilizzazione ». Il porporato osserva ancora che l’approvazione finale del «Respect for Rights of Conscience Act» — che è sponsorizzato da oltre duecento deputati della Camera dei Rappresentanti e da circa la metà dei rappresentanti del Senato — darà modo di contrastare «la più diretta minaccia federale alla libertà religiosa di recente memoria». Il riferimento è all’HHS Mandate, la direttiva dell’amministrazione che prevede che i piani assicurativi di tutti i datori di lavoro, comprese le istituzioni e le organizzazioni religiose, coprano sia la prescrizione sia la somministrazione di farmaci abortivi e gli interventi di sterilizzazione (considerati come «servizi di prevenzione per la salute delle donne »), ponendo in essere una pesante limitazione alla libertà di coscienza. L’episcopato ritiene da sempre il mandato «ingiusto e illegittimo, perché implica un elemento di coercizione governativa contro la coscienza, che crea un problema di libertà religiosa». In questo contesto, si conclude quindi auspicando anche l’approvazione della proposta di legge «The Abortion Non-Discrimination Act», che serve a rafforzare ulteriormente le protezioni degli operatori sanitari in tema di aborto «contro le discriminazioni». In diversi Stati della federazione, si osserva, «sono in aumento i casi di discriminazione » nei confronti degli operatori sanitari e delle compagnie assicurative che si oppongono alla diffusione delle pratiche abortive come «servizi di prevenzione per la salute delle donne». Le regole che entreranno in vigore nel 2013, stabilite dal Department of Health and Human Services, di fatto cancellano, per esempio, il cosiddetto «copay», una sorta di ticket, che fino a oggi le donne dovevano pagare per l’acquisto dei farmaci abortivi. Di conseguenza tutti i prodotti farmaceutici che tutelano il controllo delle nascite, compresa appunto la controversa pillola «Ella » (Ulipristal), saranno aggiunti nella lista dei servizi preventivi caratterizzati dalla gratuità. Da tempo si susseguono nel Paese manifestazioni in difesa della libertà religiosa e tutte le parrocchie sono state mobilitate per dare supporto alle varie iniziative se puntano, si ribadisce, a preservare «il prezioso valore dell’eredità cristiana e della libertà in America».
© Osservatore Romano - 21 luglio 2012
Aperture negli Stati Uniti a tutela della vita
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