Te Deum

te-deum-melody.jpg

Grassetto = sacerdote, diacono o cantore

Corsivo = assemblea







Noi ti lodiamo, Dio  *  ti proclamiamo  Signore.
O eterno Padre, * 
tutta la terra ti adora.

 
A te cantano gli angeli *  e tutte le potenze dei cieli:
Santo +,

Santo +,

Santo il Signore Dio dell'universo.
 
I cieli e la terra * 
sono pieni della tua gloria.
Ti acclama il coro degli apostoli *  e la candida schiera dei martiri;
 
le voci dei profeti si uniscono nella tua lode; *
la santa Chiesa proclama la tua gloria,
adora il tuo unico figlio, * e lo Spirito Santo Paraclito.
 
O Cristo, re della gloria, * 
eterno Figlio del Padre,
tu nascesti dalla Vergine Madre *  per la salvezza dell'uomo.
 
Vincitore della morte, *
hai aperto ai credenti il regno dei cieli.
Tu siedi alla destra di Dio, nella gloria del Padre. * Verrai a giudicare il mondo alla fine dei tempi.
 
Soccorri i tuoi figli, Signore, *
che hai redento col tuo sangue prezioso.
Accoglici nella tua gloria * nell'assemblea dei santi.
 
Salva il tuo popolo, Signore, *
guida e proteggi i tuoi figli.
Ogni giorno ti benediciamo, * lodiamo il tuo nome per sempre.
 
Degnati oggi, Signore, * 
di custodirci senza peccato.

Sia sempre con noi la tua misericordia: *  in te abbiamo sperato.
 
Pietà di noi, Signore, * 
pietà di noi.


Tutti: 
Tu sei la nostra speranza, *  non saremo confusi in eterno.





creazione1.jpgNote sul Te Deum   - fonte dalla rete

L'inno Te Deum laudamus, con cui tradizionalmente ringraziamo il Signore Dio dei benefici da Lui ricevuti, pure se detto "inno ambrosiano", è una composizione poetica adesso attribuita con certezza a Niceta di Remesiana, intorno all'anno 400.Originariamente si rivolgeva a Cristo Dio e Signore: "Te (o Cristo) noi lodiamo Dio! Te (o Cristo) noi professiamo Signore!".
Successivamente, con l'attenuarsi delle eresie sulla Persona Divina e sulla Divina Signoria di Gesù, poco alla volta la pietà cristiana lo ha indirizzato al Padre e al Figlio e allo Spirito; infatti, con questa qualificazione trinitaria noi lo abbiamo recepito e a nostra volta lo trasmettiamo.
Nella Chiesa cattolica il Te Deum è legato alle cerimonie di ringraziamento; viene tradizionalmente cantato la sera del 31 dicembre, per ringraziare dell'anno appena trascorso, oppure nella Cappella Sistina ad avvenuta elezione del nuovo pontefice, prima che si sciolga il conclave.Nella Liturgia delle Ore trova il suo posto nell'Ufficio delle letture, nelle solennità e nelle feste, in tutte le domeniche, nei giorni fra l'ottava di Natale e quelli fra l'ottava di Pasqua. 
Diversi autori si contendono la paternità testo.
Tradizionalmente veniva attribuito a san Cipriano di Cartagine oppure, secondo una leggenda dell'VIII secolo, si è sostenuto che fosse stato composto a due mani da sant'Ambrogio e da sant'Agostino il giorno di battesimo di quest'ultimo, avvenuto a Milano nel 386, per questo è stato chiamato anche inno ambrosiano.
Oggi gli specialisti attribuiscono la redazione finale a Niceta, vescovo di Remesiana (oggi Bela Palanka) alla fine del IV secolo.

Dall'analisi letteraria, l'inno si può dividere in tre parti.
•          La prima, fino a Paraclitum Spiritum, è una lode trinitaria indirizzata al Padre. Letterariamente è molto simile ad un'anafora eucaristica, contenendo il triplice Sanctus.
•          La seconda parte, da Tu rex gloriæ a sanguine redemisti, è una lode a Cristo Redentore.
•          L'ultima, da Salvum fac, è un seguito di suppliche e di versetti tratti dal libro dei salmi. La sua recitazione è facoltativa.

Solitamente viene cantato a cori alterni : Sacerdote o celebrante e il popolo. 


 Te Deum - latino  Te Deum - italiano

Te Deum laudámus:  *

    te Dóminum confitémur.

Te aetérnum Patrem   *

    omnis terra venerátur.

Tibi omnes ángeli, *

    tibi Caeli et univérsae potestátes,

tibi Chérubim et Séraphim *

    incessábili voce proclámant:

Sanctus,

Sanctus,

Sanctus, Dóminus Deus Sábaoth.

Pleni sunt caeli et terra *

    maiestátis glóriae tuae.

Te gloriósus   *

    apostolórum chorus,

Te prophetárum  *

    laudábilis númerus,

Te martyrum candidatus *

    láudat exércitus.

Te per orbem terrárum  *

    sancta confitétur Ecclésia:

Patrem  *

    imménsae maiestátis;

venerándum tuum verum *

    et únicum Fílium;

Sanctum quoque  *

    Paráclitum Spíritum.

Tu rex glóriae,  *

    Christe,

Tu Patris  *

    sempitérnus es Fílius.

Tu, ad liberandum suscepturus hominem, *

    non horruísti Vírginis úterum.

Tu, devícto mortis acúleo, *

    aperuísti credéntibus regna coelórum.

Tu ad déxteram Dei sedes, *

    in glória Patris.

Iudex créderis *

    esse ventúrus.

Te ergo quaésumus, tuis fámulis súbveni, *

    quos pretióso sánguine redemísti.

Aetérna fac cum sanctis tuis *

    in glória numerári.

Salvum fac pópulum tuum, Dómine,  *

    et bénedic hereditáte tuae.

Et rege eos, *

    et extólle illos usque in aetérnum.

Per síngulos dies  *

    benedícimus Te;

et laudámus nomen tuum in saéculum, *

    et in saéculum saéculi.

Dignáre, Dómine, die isto  *

    sine peccáto nos custodíre.

Miserére nostri, Dómine, *

    miserére nostri.

Fiat misericórdia tua, Dómine, super nos, *

    quemádmodum sperávimus in Te.

In Te, Dómine, sperávi: *

    non confúndar in aetérnum.

Noi ti lodiamo, Dio,

    ti proclamiamo Signore.

O eterno Padre,

    tutta la terra ti adora.

A te cantano tutti gli angeli

    il cielo e le potenze dell'universo,

e i cherubini e i serafini

    a te si rivolgono dicendo con voce incessante:

Santo,

Santo,

Santo il Signore Dio dell'universo.

I cieli e la terra sono pieni

    della tua gloria.

Ti acclama il coro glorioso

    degli apostoli

e dei profeti

    e la candida schiera dei martiri.

La santa Chiesa proclama

    la tua gloria per tutta la terra,

o immenso Padre,

    e adora il tuo unico Figlio

e lo Spirito

    Santo paraclito.





O Cristo, tu sei il re della gloria,

    l'eterno Figlio del Padre.

Tu nascesti dalla Vergine Madre

    per la salvezza dell'uomo.

Tu, vincitore della morte,

    hai aperto ai credenti il regno dei cieli.

Tu siedi alla destra di Dio,

    nella gloria del Padre.

Verrai a giudicare il mondo alla fine dei tempi.

    Ora ti preghiamo:

soccorri, o Signore, i figli

    che hai redento col tuo sangue prezioso.

Accoglici nella tua gloria

    nell'assemblea dei santi.



Salva il tuo popolo, Signore,

    benedici i tuoi figli,

proteggili e guidali

    verso la vita eterna.

Ogni giorno ti benediciamo

    e lodiamo il nome tuo

ora e per sempre.

Degnati oggi, o Signore,

    di custodirci senza peccato.

Abbi pietà di noi, Signore,

    abbi pietà.

Sopra di noi sia sempre la tua misericordia,

    Signore: in te abbiamo sperato.

In te ho sperato, Signore:

    che non rimanga confuso in eterno.


Predisposizione sapienziale

Il Te Deum è un completo inno di Lode. E come tale non può prescindere dal ringraziamento per la realtà concreta vissuta in un anno di tempo. Realtà comprensiva di eventi belli, difficili, dolorosi e talvolta drammatici ma, comunque, carichi di Sapienza. Un Dono.

Pertanto, come inno laudativo, non si apre solo alla Speranza di un anno migliore ma ringrazia per ciò che ha avuto senza fuggirne ogni singolo attimo ed anzi chiedendo perdono lodando per tutto ciò che non si è riconosciuto come evento di grazia.

Non è dunque un inno per "fuggitivi" ma per realisti, non è per paralizzati dal terrore carsico e avaro di non possedere il tempo, gli spazi e la realtà.
Mancanza e peccato che poco confessiamo. Non è un inno per mendicanti di vita dove non c'è.

Piuttosto è un inno per discepoli sempre grati che riconsegnano il tempo a Colui che lo ha donato. È un collirio necessario alla nostra insipienza e sclerocardia. È una resa grata alla Signoria di Dio nella nostra vita, nella nostra storia personale e nella storia completa dell'umanità.


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