Preghiera a San Benedetto, patrono d'Europa

san benedetto1Caro San Benedetto,
patrono, papà dell'Europa.
Vedi in che stato disumano siamo capitolati?

Siamo legione, anzi siamo vuoto.

Il vuoto del fai-da-te, dell'ego-narciso-centrismo, la vanità che ammanta e nutre anche progetti "spirituali" e buone intenzioni li corrode dal di dentro.
Vanità delle vanità, vuoto di vuoto, puzza di puzza, gas di scarico umano, crea umanità surrogata.
I giovani cercano senso nell'ombelico e gli adulti non sono da meno.
Anzi, dove sono gli adulti?

Il problema non sono i non credenti, caro San Benedetto,
siamo noi, diventati per nostra empietà, diversamente credenti.

Proclamiamo il Credo la domenica con tale disattenzione e frode che Giuda sembra uno scolaretto.

Proprio lì, nella Sacra Liturgia, incassiamo i 30 denari.

Siamo noi che alle persone con disabilità perché non hanno incontrato il Signore poniamo la nostra peggiore disabilità, la paralisi dell'anima.
Incapaci di martirio, incapaci di silenzio, incapaci di fedeltà, incapaci di vera Carità e di amorosa Verità, siamo noi che creiamo le "barriere architettoniche" dello Spirito con tante e continue e comode rigidità fai-da-te.

Rassicuranti e colme di escrementi; belle all'esterno perché hanno il plauso del mondo o peggio ancora della nostra "cricca" di consenso. Magari ecclesiale.
Siamo dunque doppiamente responsabili perchè irresponsabili, senza cuore, senza "misericordia" perché senza giustizia.

Caro papà San Benedetto chiedi per noi al Signore unico, Redentore e Salvatore,
di predisporre il nostro cuore alla conversione.
Costi quello che costi.

Ma soprattutto ti chiediamo il dono della resa.

Sì la resa a Cristo, il più possibile radicale e profonda, scarnificante, depauperante.

Quella resa che compie in noi il destino profondo di farci fare perché siamo amati, hic et nunc.

Quella resa che fa del discepolo di Cristo un monaco nel monastero del mondo che vive dell'abbraccio di Cristo e desidera abbracciare in Lui ogni fratello e sorella.

Resa che non cerca le ragioni per convertire ma cerca, con sete profonda ed alimentata nella sete dell'essere, la ragione per essere di Cristo, da cui tutto poi viene.

Resa che trova gaudio nel disprezzo da parte del mondo e delle sue logiche e somma letizia nel piacere a Cristo, nostro unico Signore.

Chissà dunque che l'Europa non avrà un volto migliore e, finalmente, più umano.
Come piace a Dio e per la Sua sola Gloria.

PiEffe