Quel di più che rende umana la vita
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Arcivescovo prefetto
della Congregazione delle Cause dei Santi
Sin dai primi secoli i martiri erano considerati una nuova immagine di Cristo sul Calvario. La loro passione era la riproposizione della passione di Cristo. Il protomartire Stefano è assimilato a Cristo, che soffre e si sacrifica per la Chiesa. La preghiera per i suoi uccisori è la stessa di Gesù per i suoi crocifissori (cfr. Atti, 7, 60; Luca, 23, 31). Anche nel martirio di Policarpo, avvenuto, pare, il 23 febbraio 155 a Smirne, il martire viene visto come il perfetto imitatore della via dolorosa di Cristo: "Policarpo, che fu il dodicesimo a subire il martirio in Smirne con quelli di Filadelfia (...) non solo fu maestro insigne, ma anche martire eccelso, il cui martirio tutti aspirano a imitare, avvenuto com'è a somiglianza di quello di Cristo narrato dal Vangelo".
Per questo i cristiani veneravano i martiri quali perfetti discepoli del Signore, al quale avevano manifestato un amore insuperabile. Esaltando il sacrificio della giovane nobildonna Perpetua, martirizzata a Cartagine nel 202 con Felicita e tre catecumeni, Agostino commenta: "I martiri di Cristo per il nome e la giustizia di Cristo vinsero il timore della morte e quello dei tormenti: non temettero né la morte né le sofferenze: vinse in essi Colui che visse in essi".