Il crocifisso nelle scuole
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Il ricorso presentato dal Governo italiano contro la sentenza della Corte di Strasburgo del 3 novembre 2009 critica la decisione della Corte, la quale ha affermato che la presenza del Crocifisso nelle aule scolastiche contrasta con la necessaria neutralità che uno Stato dovrebbe avere nell'esercizio delle proprie funzioni pubbliche. Anzi, ha ritenuto che questo simbolo possa essere una fonte di turbamento emotivo per gli alunni che credono in un'altra religione o che non credono affatto. Insomma, per i giudici di Strasburgo l'esposizione del Crocifisso contrasterebbe con le necessarie garanzie di pluralismo educativo di una società democratica.
Per giustificare la rimozione del Crocifisso dalle aule scolastiche - scrivevamo nel quaderno del 5 gennaio 2002 - in Italia ci si appella alla laicità dello Stato: lo Stato italiano, si dice, non riconosce più la religione cattolica come religione di Stato; la Repubblica è diventata uno Stato laico e, perciò, non può accettare che simboli religiosi siano esposti in un luogo pubblico come la scuola. Che valore ha questo argomento?