Il profumo del vento e l'abbazia
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"Se mi capitasse un giorno, e potrebbe accadere oggi, di essere vittima del terrorismo che adesso sembra voglia colpire tutti gli stranieri che vivono in Algeria, vorrei che la mia comunità, la mia Chiesa, la mia famiglia si ricordassero che la mia vita era donata a Dio e a questo Paese". Inizia con queste parole il testamento spirituale di frère Christian de Chergé, cistercense della stretta osservanza eletto priore del monastero Notre-Dame de l'Atlas a Tibhirine, in Algeria, nel 1984 e rapito il 27 marzo 1996 con sei confratelli da una ventina di uomini armati. I sette monaci non faranno ritorno: tutti saranno uccisi il 21 maggio successivo.
La storia di questi monaci che hanno dato la loro vita per servire fedelmente Dio nella liturgia e nell'aiuto prestato ai fratelli musulmani della regione algerina vicina al monastero è ricordata, da poco tempo, in un semplice ma toccante memoriale aperto alla visita dei pellegrini nell'abbazia francese di Aiguebelle, immersa nell'aspro panorama di quella zona della Drôme provenzale, poco lontana da Montélimar, dove il vento dal Mediterraneo a folate porta già il profumo di piante e frutti lontani. Proprio Aiguebelle aveva fondato nel 1938 Notre-Dame de l'Atlas e proprio da Aiguebelle provenivano alcuni dei sette monaci assassinati nel 1996.