Il Risorgimento secondo Antonio Rosmini
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Pubblichiamo uno stralcio del volume Rosmini per il Risorgimento. Tra unità e federalismo (Stresa, Edizioni Rosminiane, 2010, pagine 205, euro 10) scritto dal direttore del Centro internazionale di studi rosminiani.
"Quanto a me, per quell'incredibile affetto che a te porto, o Italia, o gran genitrice, innalzerò incessantemente questa devota preghiera all'Eterno: Onnipotente che prediligi l'Italia, che concedi a lei immortali figlioli, che dall'eterna Roma per i tuoi Vicari governi gli spiriti, deh! Dona altresì ad essa, benignissimo, la conoscenza dei suoi alti destini, unica cosa che ignora: rendila avida di liberi voti e di amore, di cui è degna più che di tributi e di spavento: fa che in se stessa ella trovi felicità e riposo, e in tutto il mondo un nome non feroce, ma mansueto".
È un Antonio Rosmini giovanissimo sacerdote di 26 anni che rivolge questo desiderio a Dio, dal pulpito della chiesa di San Marco in Rovereto. I suoi concittadini lo avevano pregato di stendere il panegirico per la morte di Pio VII, il Papa che aveva tenuto testa a Napoleone e che egli aveva incontrato a Roma proprio nell'aprile 1823, quattro mesi prima che morisse. La preghiera all'Italia chiudeva l'omelia.