La foresta di Dio
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L'itinerario del romano pontefice, toccando Santiago de Compostela e Barcellona, ha voluto unire simbolicamente la storia del Paese e sostenere la sua apertura attuale innanzi tutto all'Europa, ma anche agli altri continenti. Agli spagnoli, ma parlando a tutto il mondo, il Papa ha soprattutto ricordato con forza il significato della fede cristiana, al cui punto di partenza non vi è un progetto umano ma Dio stesso, che abita nell'intimo del cuore di ogni persona. È una tragedia - ha detto Benedetto XVI nell'omelia di Santiago, davanti alla meravigliosa cattedrale romanica e barocca - che nel continente europeo, soprattutto nel corso dell'Ottocento, si sia affermata e diffusa la convinzione che Dio è antagonista dell'uomo e nemico della sua libertà.
Di fronte a questa negazione, quasi incomprensibile, è invece necessario che Dio, "sole delle intelligenze", torni sotto i cieli d'Europa, continente che a sua volta deve aprirsi alla trascendenza. E come l'immagine crocifissa di Cristo è ai crocicchi dei cammini che portano a Compostela - dove più che millenaria è la memoria dell'apostolo Giacomo - così la "croce benedetta" deve brillare nelle terre europee, ha esclamato il Papa, che subito dopo ha proclamato la "gloria dell'uomo", auspicando che l'Europa della scienza e della cultura si apra alla trascendenza.