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"Stanotte ho saputo che c'eri: una goccia di vita scappata dal nulla". Questo il celebre incipit di uno dei canti sulla maternità più belli che siano stati scritti negli ultimi secoli. Il libro inizia con un rifiuto ("ti insinuasti in me come un ladro, e mi rapinasti il ventre, il sangue, il respiro. Ora vorresti rapinarmi l'esistenza intera"), con la volontà di allontanare una presenza minuscola e dirompente, capace di far precipitare la donna in un pozzo dove tutto è "incerto e terrorizzante".
Read more: Della carne e dello spirito