“Delicta graviora”. Quando è lo Stato a fare strage di innocenti
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Il 4 dicembre la corte di cassazione italiana ha assolto definitivamente “per non aver commesso il fatto” 7 sacerdoti e 17 madri e padri del Modenese, dopo che per sedici anni erano stati marchiati come autori di terrificanti delitti individuali e collettivi: stupri di bambini, orge, decapitazioni. Venti loro figli erano stati nel frattempo strappati alle loro cure, e sette degli accusati si erano uccisi o erano morti di crepacuore, come era avvenuto per don Giorgio Govoni, amatissimo parroco della zona.È l’altra faccia, forse la più disonorante, di quella diabolica realtà/irrealtà che è la pedofilia, quando invece che praticata o persino esaltata – da Lolita a Pasolini – viene ritorta come arma d’accusa contro degli innocenti, fino a distruggerne le vite. Peggio ancora se sotto l’egida della giustizia.
Quello che segue è l’articolo che Lucia Bellaspiga ha pubblicato all’indomani della sentenza assolutoria su “Avvenire“, l’unico giornale che ha dato risalto alla notizia e ai suoi sconvolgenti antefatti.
La Chiesa giustamente si piega sulle vittime della pedofilia, a loro conforto. Ma anche queste altre sono vittime che esigono prossimità.
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