Più spaventoso di un film dell’orrore
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di GAETANO VALLINI «Alla fine della guerra ho realizzato un film che doveva mostrare al mondo la realtà dei campi di concentramento. Orribile. Molto più orribile di un film dell’orrore. Nessuno ha voluto vederlo. Ma il ricordo di quel film non mi ha mai abbandonato». A parlare non è un regista qualunque, ma Alfred Hitchcock, che nel 1970 racconta al cofondatore della Cinémathequè française , Henri Laglois, di quel progetto mai ultimato, freddamente intitolato German Concentration Camps Factual Survey («Indagine fattuale sui campi di concentramento tedeschi»), ma che turbò non poco il re del brivido, autore di Psyco e di altri film ad alto tasso di adrernalina.