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Censura e controle no FacebookGiulio Albanese

Mi dispiace doverlo scrivere, ma tutto quello che sta avvenendo sul palcoscenico della Storia contemporanea è intimamente connesso con lo strapotere degli stupidi. Basta riflettere sulla cronaca nazionale ed estera per rendersi conto che la nostra stagione è quella dei “non pensanti”; personaggi, apparentemente emancipati, che costituiscono – per una serie di ragioni di ordine sociale, politico, economico e in alcuni casi addirittura religioso – la stragrande maggioranza di quello che rimane, a livello neuronico, della specie umana, unica vivente, meglio nota come quella dell’ “Homo sapiens sapiens”.

Era tempo che ruminavo in testa queste convinzioni, ma leggendo un divertentissimo saggio di Carlo Cipolla, un grande storico italiano del Novecento, specializzato in storia economica, ho davvero compreso che bisogna venire allo scoperto e dire fino in fondo come stanno le cose. Cipolla si divertì ad “approfondire” il tema della stupidità umana formulando la famosa teoria della stupidità, enunciata nel suo libello intitolato The Basic Laws of Human Stupidity (stampato per la prima volta nel 1976 come regalo di Natale per gli amici) poi pubblicato in italiano nel 1988 come Allegro ma non troppo (Il Mulino) e tradotto in almeno 13 lingue.

Questo volume riunisce, insieme al saggio sulla teoria della stupidità, un altro breve trattato umoristico dal titolo “Il ruolo delle spezie (e del pepe nero in particolare) nello sviluppo economico del Medioevo” stampato dalla stessa casa editrice nel 1973, sempre in inglese e sempre come regalo natalizio.

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