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autismo-preghiera«La speranza che viene dalla collaborazione e dalla fiducia»: è il tema del messaggio dell’a rc i v e s c o v o Zigmunt Zimowski, presidente del Pontificio Consiglio per gli operatori sanitari, reso noto in occasione della ottava giornata mondiale sull’autismo, che si celebra il 2 aprile. Nel testo il presule manifesta «la vicinanza e la sollecitudine di tutta la Chiesa» per la realtà che vivono «le persone affette da patologie dello spettro autistico e, in particolare, le famiglie che ne condividono quotidianamente l’esp erienza». L’arcivescovo sottolinea in particolare che per combattere questo «stigma» occorre l’integrazione nella comunità, in modo da infrangere «l’isolamento e le barriere frapposte dalla patologia e dal pregiudizio», rinsaldando sempre più «le relazioni interpersonali».
E tenendo conto comunque che la priorità assoluta è il rispetto per la dignità della persona, che non viene intaccata dalla malattia. Per raggiungere questo obiettivo è quanto mai opportuno, perciò, consolidare «le relazioni sinergiche nell’ambito della cura, dell’informazione, della comunicazione e della formazione». Lo scopo è quello di infondere speranza, evitando l’isolamento delle persone autistiche e delle loro famiglie. Un impegno che, secondo l’arcivescovo, «si radica e si nutre di una collaborazione e di una fiducia reciproca all’insegna di un’etica della solidarietà che tutti dovremmo riscoprire». Su questo terreno il Pontificio Consiglio sta lavorando con particolare dedizione, come ha sottolineato il presule, annunciando che la ventinovesima conferenza internazionale del dicastero, in programma dal 20 al 22 novembre in Vaticano, sarà dedicata proprio al tema: «L’autismo, malattia dai molti volti: generare la speranza».

© Osservatore Romano - 3 aprile 2014