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Caro direttore,

il Trattato di Lisbona propone all’Europa il valore che fonda la sua stessa identità, cioè la dignità umana e il rispetto dei diritti umani. Analogamente dispone la Carta dei diritti fondamentali nell’Unione Europea dove è prevista anche la libertà di coscienza, ripresa e valorizzata nel 2010 da una risoluzione del Consiglio d’Europa (organismo che coinvolge non 27 Paesi come la Ue, ma ben 47) nella quale si legge che «nessuna persona, nessun ospedale o altro istituto sarà costretto, reso responsabile o sfavorito in qualsiasi modo a causa di un rifiuto a eseguire, facilitare, assistere o essere sottoposto a un aborto, all’esecuzione di un parto prematuro, o all’eutanasia o a qualsiasi atto che potrebbe provocare la morte di un feto o di un embrione umano, per qualsiasi ragione»
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