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accanto a Giovanni Paolo IIPER GIOVANNI PAOLO II SANTO
LA PRIMA INTERVISTA DEL PAPA EMERITO BENEDETTO XVI

Viene pubblicata in un libro a più voci
che rende omaggio alla figura e al pensiero di Wojtyla

A un anno dalla rinuncia al suo Pontificato il Papa emerito Benedetto XVI ha rotto il suo silenzio. Lo ha fatto accettando l’intervista proposta dal vaticanista polacco Wlodzimierz Redzioch, dopo aver ricevuto le bozze del libro Accanto a Giovanni Paolo II. Gli amici & i Collaboratori raccontano.



IL LIBRO

Accanto a GIOVANNI PAOLO II

Gli amici & i collaboratori raccontano


A cura di Wlodzimierz Redzioch




Con i contributi di

Sua Santità Benedetto XVI - Amato - Bertone - Biocca
Buzzonetti - Deskur - Dziwisz - Echevarría - Grygiel - Kabongo - Mari
Mokrzycki - Mora Díaz - Nagy - Navarro Valls - Normand - Oder
Póltawska - Ptasznik - Ruini - Sodano - Svidercoschi

(Edizioni Ares – pp. 256 – euro 15,90)

Su www.ares.mi.it un estratto dell’intervista esclusiva con Benedetto XVI

Il volume, atteso per i prossimi giorni in libreria, esce per le Edizioni Ares di Milano e riunisce 22 contributi forniti da altrettanti amici e/o stretti collaboratori di Papa Wojtyla nell’occasione della sua canonizzazione fissata da Papa Francesco nel giorno della Festa della Divina Misericordia, il 27 aprile prossimo.
La vita, il pensiero, il programma e i sogni di Karol Wojtyla affiorano qui, pagina dopo pagina, attraverso i ricordi partecipati e, spesso, commossi del vissuto quotidiano accanto al Pontefice. Il risultato è un ritratto a più mani, quanto mai vivo, variopinto e particolareggiato, assolutamente fedele e completo di Karol Wojtyla, l’uomo, il Papa, il Santo.


CONFERENZA STAMPA A ROMA

Per i giornalisti che verranno intervenire è prevista una colazione di lavoro di presentazione del volume per lunedì 10 marzo alle ore 9, a Roma c/o il ristorante Il Papalino", Borgo Pio, 170, Roma (RSVP, v. allegato).


IL RICORDO DEL PAPA EMERITO BENEDETTO XVI

“Il mio ricordo di Giovanni Paolo II è colmo di gratitudine.
Non potevo e non dovevo provare a imitarlo,
ma ho cercato di portare avanti
la sua eredità e il suo compito meglio che ho potuto.
E perciò sono certo che ancora oggi la sua bontà
mi accompagna e la sua benedizione mi protegge”

Benedetto XVI

La conversazione con Benedetto XVI apre a una profonda analisi del pontificato del suo Predecessore, che non esita a definire anche amico, offrendone un ritratto che ne delinea il pensiero, e ne esalta l’umanità ancora prima della santità, nello spirito di carità e giustizia che lo animava proprio come uomo, ancor prima che sacerdote e Papa. Offrendo alcuni aneddoti e ricordi personali Papa Benedetto, passando in rassegna le encicliche di Giovanni Paolo II e le principali sfide della modernità che lui stesso da prefetto della Congregazione della Fede fu chiamato a sostenere al suo fianco, pone l’accento del discorso sui capisaldi del magistero di Wojtyla, sui contenuti imprescindibili anche per la Chiesa di oggi e di domani.



GLI ALTRI CONTRIBUTI

Oltre a Benedetto XVI prendono la parola nel volume alcuni amici di Wojtyla, con cui egli condivideva gli inviti a cena ma persino le vacanze: i cardinali Deskur e Nagy (questi due contributi ora escono postumi) e il filosofo Stanislaw Grygiel, che raccontano come negli anni del regime comunista Wojtyla, anche a rischio della propria incolumità, si facesse carico della pastorale dei giovani, delle famiglie e della cultura cristiana della speranza e della vita. Fra questi contributi spicca quello della dottoressa Wanda Póltawska, presso cui si trovava il cardinale arcivescovo di Cracovia quando morì inopinatamente Giovanni Paolo I e fu richiamato a Roma per il secondo conclave del 1978, quello da cui uscì eletto Papa. La Póltawska, ricordiamo, fu guarita da tumore per l’intercessione di padre Pio da Pietrelcina, dietro richiesta di Wojtyla.

Che cosa avvenisse dentro l’appartamento pontificio lo raccontano invece i sui segretari: Stanislaw Dsiwisz, il collaboratore di sempre, oggi cardinale arcivescovo di Cracovia, e i secondi segretari, il congolese mons. Emery Kabongo e l’attuale arcivescovo di Leopoli, mons. Mieczyslaw Mokrzycki, che Giovanni Paolo II chiamava familiarmente «Mietek». Ed è proprio quest’ultimo a rivelare nel volume particolari molto commoventi e gioiosi su come il Papa passasse anche i pranzi, le cene e i momenti di pausa nella famiglia pontificia e come vivesse le feste del Natale e della Pasqua. Il gendarme vaticano Egildo Biocca, oggi in pensione, svela i retroscena delle gite del Papa al di fuori delle mura del Vaticano, che avvenivano con cadenza settimanale. Molto ingegnosi gli espedienti cui, a insaputa del Papa, egli doveva ricorrere, per i sentieri di montagna, nel tentativo di distrarre gli altri escursionisti, affinché non si avvedessero di quella così prestigiosa presenza. Altri episodi gustosi dentro e fuori l’appartamento privato del Papa si fissano come istantanee nei ricordi del fotografo pontificio Arturo Mari, cui Giovanni Paolo II si affezionò come a un figlio.

Molto toccanti anche le parole di mons. Pawel Ptasznik, il giovane sacerdote, capo della sezione polacca della Segretaria di Stato, cui Papa Wojtyla dettava omelie e discorsi negli ultimi anni, e a cui toccò di tradurre in italiano il testamento del Pontefice nell’imminenza della morte. I suoi ultimi giorni terreni e il suo passaggio al Cielo, con il decorso inesorabile della malattia, le ultime visite dei collaboratori e le estreme parole del Papa sono riportati fedelmente nel libro dal medico personale Renato Buzzonetti che ha tradotto qui la cronaca degli avvenimenti che si era appuntato in presa diretta nella sua agenda. Buzzonetti racconta anche tanti fatti sulla santa sopportazione della sofferenza di questo suo paziente che riconosce davvero speciale.

Gli interventi dei cardinali Camillo Ruini, Angelo Sodano, Tarcisio Bertone e del vaticanista Gianfranco Svidercoschi contribuiscono a dare un giudizio storico sul pontificato di Wojtyla, evidenziandone definitivamente il ruolo centrale nel passaggio della Chiesa e del mondo dal secondo al terzo millennio. A questo giudizio concorrono l’ex direttore della Sala Stampa vaticana Joaquin Navarro Valls e il prelato dell’Opus Dei Javier Echevarría, che arricchiscono i loro discorsi di ricordi e di sfaccettature molto personali a riprova di una contiguità anche profondamente filiale col Papa Polacco.

L’ultima parte del volume spiega, con i contributi di mons. Slawomir Oder, postulatore della causa di canonizzazione, del cardinale Angelo Amato, prefetto della Congregazione per le Cause dei santi, l’iter del processo canonico che ha portato al riconoscimento della santità di Giovanni Paolo II. Danno qui la loro sorprendente testimonianza anche suor Marie Simon Pierre Normand e Floribeth Mora Diaz, le due miracolate per l’intercessione di Wojtyla che hanno permesso l’esito positivo del processo.


L’AUTORE

Wlodzimierz Redzioch è nato il 1° settembre 1951 a Czestochowa (Polonia). Dal 1981 al 2012 ha lavorato presso L’Osservatore romano. Dal 1995 collabora con il più diffuso settimanale cattolico polacco Niedziela, con il mensile americano d’ispirazione cattolica Inside the Vatican e con l’agenzia d’informazione Zenit.

Per la sua attività di vaticanista il 23 settembre 2000 ha ricevuto in Polonia il premio cattolico per il giornalismo «Mater Verbi»; mentre il 14 luglio 2006 Sua Santità Benedetto XVI gli ha conferito il titolo di commendatore dell’Ordine di san Silvestro papa.


WOJTYLA SULLA SANTITÀ

“Diffondete nella società,
senza distinzione di razza, classe, cultura o età,
la consapevolezza che siamo tutti chiamati alla santità.
Sforzatevi di essere santi voi in primo luogo,
coltivando uno stile evangelico di umiltà e servizio,
di abbandono alla Provvidenza
e di ascolto costante della voce dello Spirito.
In tal modo, sarete «sale della terra»
e risplenderà «la vostra luce davanti agli uomini,
perché vedano le vostre opere buone
e rendano gloria al vostro Padre che è nei Cieli»”

Giovanni Paolo II





UFFICIO STAMPA

Per informazioni, presentazioni, richiesta di materiali e di contatti con l’Autore e si prega di contattare l’Ufficio Stampa delle Edizioni Ares:

Riccardo Caniato, cell. 333.3584110, This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it.

Alessandro Rivali, 02.29526156, interno 204, cell. 349.3344541, This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it.