Home

Liturgia

Formazione

Rassegna stampa

Search

Risorse

Sostienici

Home
mamma e papaMADRID, 28. Riflettere sulla «vitale importanza» della famiglia nell’edu-care alla fede: è l’invito lanciato dai vescovi spagnoli ai credenti in occa-sione della festa della Santa Fami-glia di Gesù, Maria e Giuseppe che ricorre domenica 30 dicembre.
In un messaggio intitolato Educar la fe en familia, a firma di monsignor Juan Antonio Reig Plá, vescovo di Alcalá de Henares e presidente della sottocommissione episcopale per la famiglia e la difesa della vita, si ri-badisce «l’esigenza di conoscere e trasmettere meglio alle generazioni future la fede di sempre, in modo particolare nell’attuale Anno della fede», indetto da Benedetto XVIin coincidenza con il cinquantesimo anniversario dell’inizio del concilio Vaticano II. Fin dalla prima evangelizzazione la trasmissione della fede ha visto nella famiglia il suo luogo naturale di espressione. Oggi invece — si leg-ge nel documento — assistiamo a uno snaturamento del valore della famiglia causato da svariati fattori. Non si può dare per scontata la convivenza della fede in molte fami-glie cristiane e la conseguenza è che anche i figli possono non assimilare i relativi valori. Per questo motivo le famiglie vanno aiutate a occuparsi della trasmissione della fede, a valu-tare le difficoltà e sostenute nelle si-tuazioni di crisi. Pertanto, secondo i presuli, la nuova evangelizzazione deve rivolgersi in maniera diretta e prioritaria alla famiglia, come una realtà che è stata colpita dai repenti-ni cambiamenti sociali e indebolita dalla scarsa valorizzazione della fede. «La fede dono di Dio — ribadi-scono i vescovi — ci viene offerta nel battesimo nella cui celebrazione i genitori chiedono per i loro figli la fede nella Chiesa». Ricordando, quindi, che il nucleo familiare è «un luogo naturale» per la trasmissione della fede, i presuli iberici puntano ancora una volta il dito contro «l’at-tuale svalutazione del contesto fami-liare». Di qui, il richiamo forte che la Chiesa in Spagna fa alla nuova evangelizzazione, affinché essa sia diretta in modo prioritario alla fami-glia. «L’iniziazione cristiana, che com-prende il battesimo, la confermazio-ne, la penitenza e l’eucaristia — p ro -segue il messaggio — svolge un ruo-lo rilevante nella famiglia». Al ri-guardo, i presuli evidenziano l’im-portanza dei sacramenti che permet-tono di vivere la fede della Chiesa attraverso diverse tappe di forma-zione della persona. In questo sen-so, si legge ancora nel messaggio, «la famiglia è il luogo privilegiato in cui si realizza l’unione tra la fede che si pensa con la vita che si vive. Compagna di vita che permette di distinguere le meraviglie di Dio nel cammino di ogni uomo, la fede è presente in ogni tappa della nostra esistenza, nei momenti difficili come in quelli gioiosi». Proprio per questo, la Conferenza episcopale spagnola si dice convinta che «alla famiglia spetta il dovere e il diritto insostituibile di educare e guidare la fase iniziale della voca-zione all’amore nei propri figli. E a tale vocazione contribuiscono molti agenti, come i genitori, i fratelli, la comunità parrocchiale, i movimenti cristiani. In questo contesto, la fa-miglia protegge e anima la vocazio-ne alla vita sacerdotale e a quella consacrata. I presuli, inoltre, sottoli-neano che «il mondo attuale ha ur-gente bisogno della testimonianza credibile di famiglie che, illuminate dalla fede, siano capaci di aprire il cuore e la mente di molti al deside-rio di Dio e di essere lievito della so cietà». Da una recente indagine condotta dal Centro de Investigaciones Sociológicas è emerso quanto sia importante la famiglia in una socie-tà in piena crisi economica e identi-taria. Lo studio conferma, infatti, che la vita familiare è oggi l’asp etto più soddisfacente per i cittadini spa-gnoli. La pensa così il 74,8 per cen-to degli intervistati; seguono (molto staccati) la salute o la forma fisica, che rende felice il 28,7 per cento, e le relazioni, secondo l’opinione del 20,7 per cento. Purtroppo è proprio la sfida della secolarizzazione a minare la stabilità della famiglia.

© Osservatore Romano - 29 dicembre 2012