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cirinna arcigaydi Gianfranco Amato

La senatrice Monica Cirinnà – quella del disegno di legge sulle unioni omosessuali poi sostituito dal ddl Renzi-Alfano – ha condiviso sul suo profilo Facebook un duro commento dei ragazzi di “Diritti Democratici”, contro la collega onorevole Eleonora Cimbro del suo stesso partito. Che cosa abbia scatenato le ire dei giovani piddini, condivise da Monica Cirinnà, è presto detto. Eleonora Cimbro, già membro del Consiglio comunale di Bollate e segretario del Circolo PD di quella città prima di entrare in parlamento nel 2013, si è permessa un giudizio fuori ordinanza sulla “maternità surrogata”, meglio nota come “utero in affitto”.
La povera deputata di Bollate, infatti, ha osato postare sul suo personale profilo Facebook la seguente frase: «A proposito di #surrogacy, io continuo a credere che il legame tra una mamma ed un bimbo nella vita prenatale sia fortissimo e nessun mamma volontariamente doni il proprio figlio ad altri per altruismo. E questo legame dura #tuttalavita ». Per di più, la stessa deputata si è permessa di postare anche una sua fotografia mentre allatta il proprio figlio. La visione del bimbo attaccato al capezzolo del seno deve essere stato troppo per i giovani di “Diritti Democratici”, che se ne sono usciti con una feroce reprimenda nei confronti la deputata. Basta leggere l’incipit per capire quanto si siano sentiti offesi: «Gentile onorevole Eleonora Cimbro, pur essendo tutti noi dello stesso partito, rompiamo la consuetudine che vige nel PD, e le diamo del Lei. E lo facciamo perché oggi, come Diritti Democratici, impegnati da anni nel portare avanti le istanze dei diritti civili di tutti, sentiamo una distanza politica e umana incolmabile con le Sue ultime affermazioni riguardo la maternità surrogata». Segue lungo pistolotto finalizzato a redarguire l’ingenua mamma democratica, il quale termina con la seguente chiosa finale: «Ci permetta allora di ricordarLe in conclusione che è proprio per impedire che atteggiamenti culturali e politici come il Suo possano avere il sopravvento che siamo nati. Perché nessuno sia escluso dal diritto di amare e di essere amato nel pieno rispetto dei diritti e della democrazia che ci vuole tutti uguali. Nel pieno rispetto dei Diritti Democratici”. Dopo l’esclusione dalle liste elettorali del Pd a Bologna di Paolo De Fraia (reo di aver difeso l’obiezione di coscienza in tema di aborto), quest’ultimo episodio di bullismo politico contro l’onorevole- mamma Eleonora Cimbro rende sempre più pesante il clima all’interno di quel partito, in particolare per tutti coloro che osano opporsi alla spietata dittatura del pensiero unico. Vuoi vedere che, dopo De Fraia, la casa – questa sì davvero democratica – del Popolo della Famiglia dovrà concedere asilo politico anche all’onorevole Cimbro? Comunque sia, le porte di quella casa restano sempre aperte per tutti gli uomini e le donne di buona volontà che intendono conservare il retto uso della ragione contro la follia dei falsi miti del progresso e opporsi coraggiosamente alla sempre più arrogante deriva totalitaria del politically correct.

© http://www.lacrocequotidiano.it/ - 10 maggio 2016

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