"La manovra in discussione in parlamento non fa parlar di sé solo per gli effetti che produrrebbe sul cittadino, ma anche e soprattutto sui rapporti Italia-Vaticano" scrive Pasquale Minichini - Lista per Ravenna."Insomma, la Chiesa viene usata come il prezzemolo che ben si addice ad ogni minestra. Sono in tanti che, trincerandosi dietro il concetto di laicità, si scagliano contro i privilegi cui gode la Chiesa cattolica, in primis l'otto per mille. Ordunque, perché si chiede di eliminare solo quello alla Chiesa, dal momento che i beneficiari sono diversi?
E' vero che lo Stato potrebbe eliminarlo ma è altrettanto vero che nessuna imposizione è posta in capo al contribuente che, con la propria dichiarazione, stabilisce se ed a chi dev'essere destinato. Quindi, non si parli in nome della laicità, si dica una volta per tutte che esiste un chiaro disegno di laicizzazione di tutto ciò ha a che fare con il Vaticano. Lo dimostra lo scalpore suscitato in Ravenna Radicale che Fabrizio Matteucci ha accompagnato il figlio alla GMG di Madrid. Anziché essere considerato un atto di amore di un padre, si è invasa la sua sfera privata con un richiamo alla meditazione affinché la scelta << possa non essere di danno alla laicità della nostra amministrazione>>. E queste sarebbero le libertà di religione, di pensiero, che taluni invocano?
Assolutamente no. Quanto a ciò che la chiesa ha dato e continua a dare al mondo intero, sarebbe sufficiente elencare il solo patrimonio culturale e monumentale sparso per il globo, di cui ci beiamo esserne custodi. Non è forse questo foriero di ricchezza per la nostra nazione ed in particolare per Ravenna? Non è forse che attraverso esso si regge il comparto imprenditoriale turistico ravennate? Se fosse nelle mie disponibilità accetterei la sfida, pagherei l'ICI sui beni immobili ma li chiuderei alla visione dei turisti.
Di li a poco dovrebbero venire a supplicarmi per la loro riapertura, poiché Ravenna senza queste opere sarebbe una città non più appetibile dal punto di vista turistico. Ma quello che più conta sono le opere assistenziale, caritatevole e di misericordia spirituale della Chiesa senza distinzione di razza o religione, verso i meno abbienti, i poveri, i diseredati, gli emarginati, gli afflitti, i giovani, senza le quali nessuna amministrazione sarebbe in grado di farvi fronte.
© http://ravennanotizie.it/main/index.php?id_pag=3 - 24 agosto 2011
E' vero che lo Stato potrebbe eliminarlo ma è altrettanto vero che nessuna imposizione è posta in capo al contribuente che, con la propria dichiarazione, stabilisce se ed a chi dev'essere destinato. Quindi, non si parli in nome della laicità, si dica una volta per tutte che esiste un chiaro disegno di laicizzazione di tutto ciò ha a che fare con il Vaticano. Lo dimostra lo scalpore suscitato in Ravenna Radicale che Fabrizio Matteucci ha accompagnato il figlio alla GMG di Madrid. Anziché essere considerato un atto di amore di un padre, si è invasa la sua sfera privata con un richiamo alla meditazione affinché la scelta << possa non essere di danno alla laicità della nostra amministrazione>>. E queste sarebbero le libertà di religione, di pensiero, che taluni invocano?
Assolutamente no. Quanto a ciò che la chiesa ha dato e continua a dare al mondo intero, sarebbe sufficiente elencare il solo patrimonio culturale e monumentale sparso per il globo, di cui ci beiamo esserne custodi. Non è forse questo foriero di ricchezza per la nostra nazione ed in particolare per Ravenna? Non è forse che attraverso esso si regge il comparto imprenditoriale turistico ravennate? Se fosse nelle mie disponibilità accetterei la sfida, pagherei l'ICI sui beni immobili ma li chiuderei alla visione dei turisti.
Di li a poco dovrebbero venire a supplicarmi per la loro riapertura, poiché Ravenna senza queste opere sarebbe una città non più appetibile dal punto di vista turistico. Ma quello che più conta sono le opere assistenziale, caritatevole e di misericordia spirituale della Chiesa senza distinzione di razza o religione, verso i meno abbienti, i poveri, i diseredati, gli emarginati, gli afflitti, i giovani, senza le quali nessuna amministrazione sarebbe in grado di farvi fronte.
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