WASHINGTON, 7. La prima delle libertà da difendere, quella religiosa, è da tempo al centro delle preoccu-pazioni dei vescovi degli Stati Uniti che, in occasione delle elezioni pre-sidenziali, hanno messo in rete un nuovo sito dedicato a questo tema (firstamericanfreedom.com).
Sulle pagine digitali è possibile trovare informazioni, preghiere, spazi di confronto e indicazioni per suppor-tare la campagna di sensibilizzazio-ne che l’episcopato ha avviato a se-guito soprattutto degli interventi fe-derali che favoriscono pratiche abor-tive e impongono limitazioni alla li-bertà di coscienza delle istituzioni, organizzazioni o anche delle singole persone che intendono rispettare i propri convincimenti morali e reli-giosi. Il contrasto si è particolar-mente acutizzato negli ultimi mesi, a seguito della decisione dell’Ammi-nistrazione di obbligare tutti i datori di lavoro, anche gli enti a gestione religiosa, a offrire piani assicurativi ai propri dipendenti che includano anche rimborsi per la contraccezio-ne e la sterilizzazione. Quella religiosa, ribadiscono i ve-scovi, «è la prima libertà e costitui-sce il principio fondante degli Stati Uniti». Essa, è aggiunto, «è sempre stata protetta da decenni dai mag-giori partiti politici». Non si tratta, si puntualizza nel sito, di una que-stione che interessa soltanto i grup-pi religiosi, ma è un tema universa-le, in quanto è legato al rispetto dei diritti civili di tutti. L’episcopato ha deciso di poten-ziare l’uso dei moderni sistemi di comunicazione per favorire il con-fronto su questi temi. Il lancio del nuovo sito si inserisce in un pro-gramma che vede al centro l’uso dei “social network”, per consentire una sempre più vasta possibilità di par-tecipazione. Facebook, ma anche twitter, hanno infatti uno spazio de-dicato sul sito, offrendosi come dei canali per condividere idee, propo-ste e iniziative al fine di costruire una platea più ampia di utenti. La libertà religiosa, si ricorda an-cora nel sito, non riguarda soltanto la libertà di credo, di espressione o di culto, ma anche libertà di azione, intesa come facoltà di agire per il bene comune in conformità con i propri convincimenti. In una lettera del marzo scorso che il cardinale ar-civescovo di New York, Timothy Michael Dolan, ha indirizzato, in qualità di presidente, agli stessi membri della Conferenza episcopa-le, si osservava che «questa non è soltanto una battaglia dei cattolici», ma di tutti i cittadini anche di altre confessioni e fedi. La libertà religio-sa, ha scritto il porporato, che in passato subiva spesso minacce «esterne», ora è minacciata «triste-mente dall’interno». Per questo, ha concluso il cardinale «non ci stan-cheremo, come i nostri antenati, a difendere l’intramontabile verità del-la libertà religiosa». Il sito offre testimonianze dello stesso presidente della Conferenza episcopale e anche del presidente della commissione episcopale per la libertà religiosa, l’arcivescovo di Baltimore, William Edward Lori. In particolare sono pubblicati gli inter-venti del presule in occasione di au-dizioni al Congresso per discutere della questione di fronte a deputati e senatori. Il sito consente anche di apporta-re aggiornamenti periodici su infor-mazioni e iniziative riguardanti que-sto tema. Inoltre, gli stessi utenti so-no invitati a contattare anche i fun-zionari pubblici eletti nelle varie istituzioni federali e locali per porre in atto interventi a tutela delle co-munità religiose. Tra le numerose iniziative avviate dall’episcopato, c’è anche l’invito a tenere conto di que-sto tema durante le omelie e la pro-mozione di manifestazioni pubbliche, come per esempio quella, quindicinale, della Fortnight for Freedom.
© Osservatore Romano - 8 novembre 2012
La prima delle libertà da difendere
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