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Roma, 20. "La crisi non è semplicemente politica, ma culturale, anzi spirituale. L'anima della nostra gente, che nasce dal Vangelo, è stata "terremotata" dal relativismo e dal consumismo. Occorre ricostruire l'ethos profondo del popolo che è la "spina dorsale" senza la quale lo Stato non sta in piedi":  è questo un passaggio dell'intervista che il cardinale presidente della Conferenza episcopale italiana (Cei), Angelo Bagnasco, ha rilasciato a Marco Ansaldo e che è stata pubblicata ieri, domenica, sul quotidiano "la Repubblica".
La Chiesa da parte sua, ha ricordato il porporato, "non cerca l'interesse di una parte della società, ma è attenta al bene comune. Il suo sguardo va ben oltre le contingenze di un momento". Richiamando, in particolare, i temi della vita, della famiglia, della libertà di educazione e di quella religiosa, il presidente della Cei ha ribadito che "ci sono valori che non sono soggetti a mediazioni, perché non sono parcellizzabili". Si tratta, ha puntualizzato il cardinale Bagnasco, di valori che la Chiesa presenta in particolare ai cattolici impegnati in politica in tutti gli schieramenti, come "non divisivi, ma unitivi perché costituiscono, al di là delle legittime differenze, il terreno dell'unità politica dei cattolici".
Il cardinale Bagnasco ha esortato anche alla solidarietà:  "Dimenticare che la gratuità, e dunque la fiducia reciproca e la collaborazione senza interessi personali, sono coefficienti decisivi del buon andamento economico, è stato purtroppo una sventura, pagata come sempre dai più deboli".
Quanto alla governabilità del Paese, ha concluso il presidente della Cei, "è quello che tutti chiedono per affrontare i nodi irrisolti". Ai vescovi, in tal senso, ha evidenziato il presidente della Cei, "certo non competono suggerimenti tecnico-politici, ma un invito pressante a cambiare registro, a fare tutti un passo in avanti verso soluzioni utili e il più possibile condivise".
Il cardinale Bagnasco si è poi soffermato sulla vicenda degli abusi sui minori compiuti da esponenti del clero. Secondo il presidente della Cei "è stato obiettivamente uno scandalo fino a qualche mese fa non immaginabile", ma dal quale tuttavia "è possibile uscire". La Chiesa, in particolare, "è chiamata anzitutto ad avvicinarsi alle ferite psicologiche, morali e spirituali delle vittime coinvolte".
Tracciando, quindi, una sorta di bilancio finale dell'anno che sta per concludersi, il cardinale Bagnasco ha rilevato che dalla società emerge "il segno che la presenza della Chiesa sul territorio è apprezzata, attesa, difesa". L'impegno della Chiesa, ha ribadito, "è quello di annunciare il Vangelo e testimoniarlo con la vita. Nonostante polemiche ricorrenti, non cerca posizioni di rendita o privilegi di sorta".


(©L'Osservatore Romano - 20-21 dicembre 2010)