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IFEMAAlle ore 10.00 di questa mattina, dopo aver celebrato la Santa Messa in privato, il Santo Padre Leone XIV si è congedato dal personale e dai benefattori della Nunziatura Apostolica di Madrid e si è trasferito in auto all’IFEMA Madrid per l’Incontro con i Volontari.Al Suo arrivo, dopo aver compiuto un giro in golf-cart tra i fedeli, ha raggiunto il Padiglione 3 dell’IFEMA con l’Arcivescovo Metropolita di Madrid, l’Em.mo Cardinale José Cobo Cano.

Dopo l’inno di benvenuto, la proiezione di un video su “L’esercito silenzioso”, la testimonianza di una volontaria, Mercedes Rodríguez Loeb, una performance rap, e la testimonianza di un volontario, Nuño Adam Castrillo, il Santo Padre ha pronunciato il Suo discorso.

L’incontro si è concluso, dopo un intermezzo musicale, con le parole di ringraziamento del Cardinale Arcivescovo di Madrid, lo scambio dei doni, la benedizione e il canto finale.

Al termine, il Santo Padre si è trasferito in auto all’Aeroporto internazionale Adolfo Suárez Madrid-Barajas, da dove - alle ore 11.52 - a bordo di un A320 Iberia è partito alla volta di Barcellona.

L’atterraggio all’Aeroporto internazionale Josep Tarradellas Barcelona-El Prat è previsto per le ore 12.30.

Pubblichiamo di seguito il discorso che Papa Leone XIV ha rivolto ai presenti nel corso dell’Incontro:

Eminenza Don José,
carissimi fratelli e sorelle, buongiorno!

Questo incontro è l’ultimo della parte madrilena del mio Viaggio apostolico, ma sono molto contento che sia con voi, volontari e volontarie, ognuno di voi e tanti che non hanno potuto essere qui stamattina. Voi meritate un “grazie” tutto speciale, perché avete donato la vostra presenza e il vostro servizio e l’avete fatto per amore del Signore, della Chiesa e del Papa. Grazie di cuore!

Ringrazio l’Arcivescovo e i due “portavoce” che hanno offerto le loro testimonianze, come pure coloro che hanno realizzato il video e l’esibizione musicale.

Ho saputo che fin dall’inizio la vostra risposta all’appello è stata entusiasta: in pochi giorni avete superato i numeri richiesti e così le esigenze sono state abbondantemente soddisfatte. Avete preso giorni di ferie dal lavoro, alcuni di voi si sono dedicati per mesi a tempo pieno, ma ciascuno ha dato ciò che ha potuto, soprattutto ha dato sé stesso: cuore, mani, idee, competenze, sorrisi. Dio vi ricompensi come solo Lui sa fare!

Mi piace condividere con voi una semplice riflessione, che riassumerei così: i cristiani sono chiamati a portare nel mondo il lievito della gratuità.

Gesù ha usato l’immagine del lievito in una parabola del regno dei cieli, riportata dall’evangelista Matteo: «Il regno dei cieli è simile al lievito, che una donna prese e mescolò in tre misure di farina, finché non fu tutta lievitata» (Mt 13,33). La vostra esperienza di questi giorni, come quella di tanti fratelli e sorelle volontari in circostanze simili – penso al Giubileo dell’anno scorso –, è un segno del Regno che viene, e lo è per un aspetto essenziale: la gratuità.

La gratuità è un lievito che fa crescere la qualità umana, etica e spirituale di una società, perché, potremmo dire, è un tratto tipico della “città di Dio”. Tanto più in un mondo continuamente influenzato dalla logica dell’interesse, del profitto, dove il termine “crescita” è ridotto alla dimensione economico-finanziaria, c’è bisogno di pensare e di vivere secondo la logica più vera, cioè quella di una crescita umana integrale. È la logica del Vangelo, che dice: «Se fate del bene a coloro che fanno del bene a voi, quale gratitudine vi è dovuta? […] E se prestate a coloro da cui sperate ricevere, quale gratitudine vi è dovuta?» (Lc 6,33-34).

Carissimi, Gesù Cristo è venuto a portare nel mondo il lievito del Regno dei cieli, lo ha mescolato nella pasta della nostra umanità malata per risanarla dall’interno, con l’acqua e con il sangue del suo Sacrificio e con il fuoco dello Santo Spirito. E dopo la sua morte e risurrezione ha mandato i discepoli, con la forza dello stesso Spirito, perché siano nel mondo segni e strumenti del suo Regno, Regno di amore, di giustizia e di pace. Questo avviene con la predicazione, ma avviene anche, e direi soprattutto, attraverso uno stile di vita, un modo di pensare e di comportarsi che è quello del Vangelo. Ebbene, un tratto essenziale di questo stile è la gratuità. Grazie di averlo testimoniato in questi giorni qui a Madrid! Grazie! Forse le statistiche non lo registreranno, ma noi sappiamo che in questi giorni, anche grazie a voi, questa città è cresciuta ed è più vicina al Regno di Dio. Merito nostro? No! Tutta grazia sua! Questo è il segreto: l’amore di Dio, che muove il sole e gli astri e muove i cuori di coloro che hanno incontrato il Signore Gesù, il quale «disse: Si è più beati nel dare che nel ricevere!”» (At 20,35).

Sorelle, fratelli, avanti su questa strada! Con umiltà e mitezza, senza alcuna presunzione, ma saldi nella fede e generosi nel servizio. La Vergine Maria vi ottenga di essere lievito del Regno sempre e dovunque. Grazie! E arrivederci a Roma!

Poi, offrendo in dono il calice, il Santo Padre ha detto:

E desidero anche lasciare come dono per tutta la famiglia qui a Madrid, per tutta la comunità ecclesiale questo Calice, affinché non dimentichiamo mai ciò che celebriamo nel memoriale di Cristo che ci ha salvati. Grazie a tutti!

© Bollettino Santa Sede - 9 giugno 2026