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anima gemellaI profondi cambiamenti e soprattutto l’ampliarsi del processo di secolarizzazione della società impongono alla Chiesa e in particolare ai suoi pastori la necessità di sottolineare la peculiarità del matrimonio cristiano, inteso come specifica vocazione. In questa prospettiva la Conferenza episcopale tedesca ha da pochi giorni pubblicato i punti chiave per la preparazione al matrimonio sulla base delle indicazioni e degli spunti di riflessione contenuti in Amoris laetitia, l’esortazione apostolica postsinodale di Papa Francesco sull’amore nella famiglia.
«Per noi è importante che un matrimonio cristiano non significhi soltanto l’adempimento di un dovere, ma che sia invece un invito a vivere in abbondanza la vita che leghiamo insieme con il sacramento del matrimonio», ha spiegato l’arcivescovo di Berlino, Heiner Koch, presidente della Commissione episcopale per il matrimonio e la famiglia.
Il documento, diffuso dal sito in rete dell’episcopato tedesco nei giorni scorsi, intende essere il primo modulo di una serie di interventi riguardanti gli «elementi costitutivi» del matrimonio che i presuli stanno sviluppando sempre sulla base dei contenuti del magistero di Papa Francesco.
Il primo modulo, che si sviluppa attraverso dieci punti, riguarda appunto il cammino di preparazione alle nozze, mettendo in luce e descrivendo in particolare i «fondamenti teologici e antropologici del matrimonio cristiano». Una sottolineatura resasi ampiamente necessaria, ha spiegato ancora l’arcivescovo di Berlino, dalle profonde trasformazioni culturali e dalla superficialità con cui molto spesso oggi le giovani generazioni guardano all’unione matrimoniale. Una scelta fondamentale, per la coppia e per l’intera società, che invece richiede consapevolezza e impegno per realizzare un legame duraturo. «Questi capisaldi presentano i valori su cui si fonda il matrimonio cristiano», ha detto monsignor Koch illustrando i contenuti del documento: «Prendiamo sul serio il matrimonio come una vocazione e affrontiamo direttamente le situazioni diversificate delle persone nella nostra società, le raccogliamo e le accompagniamo nel loro percorso comune nella vita».
In questo senso, spiegano i vescovi, il documento sollecita nuovi impegni e standard pastorali ritenuti «indispensabili» per la preparazione al matrimonio. Sacerdoti e operatori pastorali vengono quindi invitati a essere «aperti e riconoscenti» nei confronti di coloro che desiderano sposarsi nella Chiesa cattolica. Nella consapevolezza, tuttavia, che non tutti coloro che desiderano sposarsi in chiesa posseggono un’adeguata formazione cristiana. Di qui la sottolineatura che anche la liturgia della celebrazione nuziale dovrebbe evidenziare con maggiore solennità la natura vocazionale del sacramento.
Il documento dei vescovi insomma rimarca l’urgente necessità di un cammino di discernimento e di preparazione al matrimonio e richiama a una maggiore cura pastorale delle coppie dei matrimoni misti, mentre non affronta la questione dell’intercomunione con i coniugi protestanti. «Non tutti coloro che desiderano sposarsi nella Chiesa cattolica sono educati nella fede», afferma il documento, in cui si ricorda che spesso uno dei due partner non è cattolico o non è nemmeno battezzato. «Nella preparazione al matrimonio — si sottolinea — vorremmo incoraggiare queste persone di buona volontà a intraprendere un percorso di sviluppo, in cui (ri)scoprire la loro dignità e missione come battezzati e incorporati nella vita sacramentale della Chiesa».

© Osservatore Romano - 20 maggio 2018