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etica-1«Quanto è importante che personalità autorevoli (per esempio gli psicanalisti) non abbiano paura di far sentire la loro opinione, anche quando questa non è conforme a quello che appare il mainstream delle idee dominanti» ha scritto Ernesto Galli della Loggia sul «Corriere della Sera» del 30 dicembre scorso, nell’articolo Quando le religioni sfidano il conformismo sui gay, in cui vengono riprese le argomentazioni esposte dal gran rabbino di Francia Gilles Bernheim nel testo intitolato Matrimonio omosessuale, omoparentalità e adozione. E sulle colonne dello stesso giornale Silvia Vegetti Finzi ha risposto all’appello. «La psicoanalisi non è una morale e non formula né comandamenti né anatemi — scrive la studiosa, che insegna psicologia dinamica all’università di Pavia, sul «Corriere» del 2 gennaio — ma, in quanto assume una logica non individuale ma re-lazionale, mi sembra particolarmente idonea a dar voce a chi, non essen-do ancora nato, potrà fruire soltanto dei diritti che noi vorremo conce-dergli»; ed è proprio attraverso il “gioco delle parti relazionale” con il padre e la madre — spiega la psicologa — che il figlio «rinuncia all’onnipotenza infantile e prende il posto che gli compete nella geometria della famiglia». Per questo, come recita il titolo dell’intervento, «ai bambini servono entrambe le figure». L’articolo è particolarmente interessante perché segna l’ingresso degli psicanalisti italiani in un dibattito per troppo tempo disertato. Non succede così in Francia, dove in molti, a partire dal celebre psicanalista Claude Halmos, uno dei massimi esperti ricono-sciuti di psicologia dell’età infantile, si sono detti contrari al matrimonio omosessuale. E sempre sul «Corriere della Sera» del 2 gennaio Galli del-la Loggia prende di nuovo la parola per rispondere alla lettera di Tom-maso Giartosio, proboviro delle Famiglie Arcobaleno (intitolata «Mia figlia sta bene con i suoi due papà»), deprecando «il vezzo di considerare ciarlatani e delinquenti tutti gli studiosi che non condividono il pensiero gay» senza confutare nella sostanza le affermazioni che si intendono contestare. (Silvia Guidi)

(©L'Osservatore Romano 2-3 gennaio 2013)