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francesco maria greco saro beatodi GIOVANGIUSEPPE CALIFANO *

Protagonista nella Chiesa e nella società della Calabria del suo tempo, monsignor Francesco Maria Greco (1857-1931) fu sacerdote zelante, modello di parroco, fondatore di un nuovo istituto religioso femminile, promotore di iniziative pastorali e sociali che influirono positivamente nello sviluppo della comunità cristiana e civile di Acri, suo paese natale.
Il fondatore delle Piccole operaie dei Sacri cuori viene beatificato sabato pomeriggio, 21 maggio, nello stadio comunale San Vito di Cosenza, dal cardinale Angelo Amato, prefetto della Congregazione delle cause dei santi, in rappresentanza di Papa Francesco. Avviato a proseguire l’attività del padre, farmacista del paese, negli anni della sua formazione culturale a Napoli, Francesco Maria avvertì la vocazione al sacerdozio e l’aspirazione a «divenire un prete istruito, per bene adempiere il ministero ». Affidò questa sua risoluzione alla beata Vergine di Pompei, la cui immagine visitò per la prima volta nel 1876 in occasione della posa della prima pietra del santuario. Al giovane non era sfuggito il deplorevole stato in cui versava la società calabrese dopo l’unità d’Italia, le gravi arretratezze economiche e sociali, le prepotenze dei “signori” verso le classi dei lavoratori, i compromessi del clero con i ricchi e i potenti, il progressivo affermarsi dell’anticlericalismo. Per questo era convinto che un prete doveva munirsi di una solida formazione culturale per essere in grado di influire beneficamente nella vita sociale. «La Vergine mi aiuterà per farmi tutto a tutti» scriveva nel suo diario. Ordinato sacerdote il 17 dicembre 1881, dal 1888 e fino alla morte fu arciprete-parroco della chiesa di San Nicola nel rione Castello di Acri. Da subito attese alla sua specifica missione, interessandosi unicamente al bene spirituale dei fedeli e a soccorrere le necessità dei più poveri. Spirito contemplativo, ma rivolto all’azione, intuì la necessità di una presenza caritativa e apostolica sistematica e continuativa che operasse nella sua Chiesa locale. Per questo, dopo vani tentativi di stabilire in Acri un istituto già esistente, con la valida collaborazione della serva di Dio suor Maria Teresa De Vincenti (1872-1936) nel 1893 fondò le Piccole operaie dei Sacri cuori. Al nuovo istituto, «essenzialmente fondato sull’amore e la pratica della vita interiore, sull’umiltà e sulla carità di nostro Signore Gesù Cristo», il fondatore dette la missione di cooperare alla crescita del regno di Dio «mediante la cura dei bambini negli asili, delle giovinette nei laboratori, degli infermi negli ospedali». Il buon parroco di Acri aveva individuato con chiarezza le emergenze sociali del suo territorio, prima fra tutte la missione educativa per i fanciulli e i giovani. All’indomani della promulgazione della Rerum novarum (1891) monsignor Greco contribuiva così a rendere efficace quell’azione pastorale di promozione umana e soprattutto di formazione delle coscienze che con il passare degli anni avrebbe dato nuovo vigore spirituale e pastorale alle comunità ecclesiali. Come piccole «manovali del regno di Dio», le sue suore venivano a costituire un istituto quasi unico nel suo genere, composto da vocazioni locali, assuefatte ai disagi, agli usi e ai costumi della vita della Calabria, vicine ai bisogni del popolo. Per questa loro prerogativa di povertà e di semplicità le suore furono bene accolte ovunque. Penetrando ove ad altri sarebbe stato quasi impossibile, aprivano asili di infanzia, laboratori, scuole catechistiche parrocchiali. Anche per i centri di rito greco-albanese della Calabria, il fondatore volle stabilire la presenza delle religiose, costituendo all’interno della congregazione una speciale sezione di suore italo-albanesi di rito bizantino. Per il sacerdote la scelta spirituale e devozionale di richiamarsi ai Sacri cuori di Gesù e di Maria era volta a rinsaldare l’azione apostolica nella perfezione della carità. Questa, a sua volta, avrebbe consentito, secondo la sua visione carismatica, «la restaurazione di ogni cosa in Cristo». Con la sua evangelica testimonianza di vita influì non poco sul rinnovamento spirituale e morale del clero, propenso troppo facilmente a trarre benefici dal proprio ministero. Stimato dai suoi ordinari, monsignor Greco fu chiamato a rivestire incarichi di responsabilità nella diocesi di San Marco Argentano - Bisignano, come vicario foraneo, insegnante di teologia dogmatica e Sacra scrittura nel seminario di Bisignano, di cui fu anche rettore per tre anni. Concluse la sua vita terrena ad Acri il 13 gennaio 1931.

*Postulatore generale dell’ordine dei frati minori

© Osservatore Romano - 21 maggio 2016