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Presidente NapolitanoRoma, 19. L'Europa è affetta dal "mancato sviluppo economico e sociale, non riesce a crescere, sta perdendo velocità, competitività e questo è un dato fondamentale, questo è senza dubbio uno dei fattori fondamentali di crisi" del continente, assieme a "una grave, grave forma di impoverimento spirituale, culturale, di motivazioni umane, di motivazioni non legate soltanto all'immediato interesse materiale". È quanto ha detto il presidente della Repubblica italiana, Giorgio Napolitano, nel corso di un'intervista rilasciata in occasione del Meeting di Comunione e liberazione in corso a Rimini.
Noi - ha detto Napolitano - "guardiamo al passato e vediamo un passato straordinariamente gratificante; però, attenzione, la crisi che viviamo in Europa, e che è parte di una crisi globale dal 2009, viene da lontano, comincia prima: una perdita di dinamismo dell'Europa è cominciata già parecchi anni fa, più o meno alle soglie del nuovo secolo e nuovo millennio, negli anni successivi alla nascita della moneta unica che non è stata responsabile di ciò, ma non ha potuto dare tutto l'impulso che era chiamata a dare in quanto sono mancati altri elementi fondamentali per garantire nuovo dinamismo alla crescita economica e sociale in Europa. Questo - ha continuato - è, senza dubbio, il primo dato e io qualche volta amo dire che per alcuni decenni, più o meno fino agli anni '80, c'è stata una sorta di marcia trionfale dell'Europa unita. Ogni anno si cresceva, si viveva meglio, si conquistavano nuovi diritti, si aveva un maggior senso di unità. Quando entravano nuovi Paesi a far parte dell'Unione conoscevano uno straordinario balzo in avanti: il caso della Spagna è un caso assolutamente clamoroso e, spesso, si trattava di Paesi che entravano nell'Europa unita superando esperienze di dittature e quindi era un progresso non soltanto economico-sociale ma civile, politico e democratico". Oggi invece "l'Europa rischia di essere sommersa dal processo di globalizzazione e di perdere peso in modo drastico e di avere una voce sempre più flebile, di non riuscire a esprimere i valori che un lungo patrimonio storico hanno inciso nella identità europea".
Domenica è intervenuto al Meeting anche il presidente del Consiglio dei ministri, Enrico Letta, che ha affrontato alcune questioni di primo piano nella politica italiana. Letta ha fatto cenno in particolare alla necessità di riformare, entro il prossimo ottobre, la legge elettorale vigente. A questo proposito, e a proposito delle riforme da fare e degli interventi necessari per uscire dalla crisi economica, il capo del Governo ha esortato a non interrompere "questo percorso di speranza che abbiamo cominciato" grazie alle larghe intese fra le forze politiche. Gli italiani - ha ammonito - puniranno tutti coloro che anteporranno interessi personali a quello comune, che è quello di uscire dalla crisi". L'incontro tra i partiti, ha proseguito, "non vuol dire che le differenze scompaiono, fa paura solo a chi è incerto della propria identità e dei propri valori", anche perché "l'uscita dalla crisi è a portata di mano, è possibile a seconda di cosa facciamo noi. Se guardiamo al futuro usciremo dalla crisi; se ci fermiamo con la testa sempre rivolta al nostro passato no". Letta ha anche accusato quelli che ha definito "i professionisti del conflitto, che vogliono coprire il loro vuoto di valori e di idee con il conflitto permanente".

Il messaggio del Papa per l'apertura del meeting




(©L'Osservatore Romano 19-20 agosto 2013)