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eco mafiaEco-mafiaebenecomune è il tema della giornata di studio in programma per mercoledì 30 marzo presso la Pontificia Università Antonianum moderata dal prof. Stefano Cecchin presidente della Pontificia Accademia Mariana nonché del DipartimentodiAnalisi,StudioeMonitoraggiodeiFenomeniCriminalieMafiosi.

 

Illustrando tale incontro padre Giuseppe Buffon, direttore scientifico delle Centro per la ricerca della medesima università afferma che «nell’ambito della Rete internazionale per l’ecologia integrale, istituita presso l’Antonianum dopo la pubblicazione della Laudato si’, è sorta l’esigenza di sviluppare un approfondimento transdisciplinare sul fenomeno della criminalità ambientale, riconducendolo alla sua radice ultima, la lesione del bene comune». In tutto ciò «è necessaria una riflessione filosofica che rinnovi l’impegno a indagare il nesso tra bene personale, bene comune e senso di responsabilità. Questa indagine dovrà considerare anche le cause della resistenza al conseguimento del bene comune. In altri termini: qual è la visione antropologica che regge una società che ha fatto del rifiuto e dello scarto un suo elemento costitutivo? Quali possibili percorsi formativi o rieducativi si possono prospettare?». Non da ultimo «si tornerà sulla questione sorta in origine: quale il rapporto tra mafia e religione? A quale annuncio di liberazione è chiamata una Chiesa che desidera offrire il suo apporto sul terreno dell’ecomafia? Quale “sacro” è necessario liberare: un sacro che in questi giorni sembra addirittura giustificare l’uso delle armi, definito giustamente sacrilego, da papa Francesco?».  

Programma in www.antonianum.eu