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Silvana De MariNel corso dell’udienza di ieri contro Silvana De Mari, querelata dal Torino Pride, hanno chiesto la costituzione di parte civile sia l’Avvocatura comunale di Torino sia l’associazione-avvocatura per i “diritti Lgbt” (!). Il surreale processo alla d.ssa De Mari, accusata anche per articoli comparsi su “La Croce quotidiano”, riprenderà il 14 settembre prossimo ma, ora più che mai, non ci si può che augurare l’assoluzione perché semplicemente il fatto non sussiste

 

«Le cronache dicono che la prima udienza del surreale processo alla dottoressa Silvana De Mari si è conclusa con il rinvio al prossimo 14 settembre, vera data d’inizio delle ostilità tra accusa e difesa. Ma l’accusa qual è? Si contestano alla dottoressa Silvana De Mari alcune opinioni e alcune osservazioni derivanti dalla sua attività scientifica, che nel merito non sono mai state attaccate, quel che non si sopporta di Silvana è che le opinioni siano state espresse con nettezza e le osservazioni fornite con alcuni dettagli per certuni irritanti. Quel che davvero stona in questa vicenda è la chiave politica assunta, in particolare con la costituzione parte civile del Comune di Torino, che evidentemente vuole svolgere una funzione di orientamento ideologico della vicenda processuale contestando Silvana De Mari non sul piano giuridico ma sul piano della mera legittimità delle opinioni che esprime. Ovviamente è noto che, poiché le sue opinioni sono state espresse anche su questo quotidiano, noi siamo schierati al fianco di Silvana De Mari non solo per la sua libertà, ma per la costituzionale libertà che tutti i cittadini dovrebbero difendere perché attiene alla possibilità per ciascuno di esprimere le proprie opinioni liberamente. Come è noto per Silvana De Mari era stata proposta l’archiviazione in istruttoria, ma proprio le scelte ideologiche hanno dato vita invece a questo surreale processo. Ora davvero non ci si può che augurare l’assoluzione perché semplicemente il fatto non sussiste» (Hashtag, Un #processo surreale, in “La Croce quotidiano”, 19 luglio 2018, p. 1).