Il tradimento: anch’io sono Giuda, anch’io sono Pietro

 «Se soltanto Giuda avesse guardato Gesù negli occhi come ha fatto Pietro, sarebbe stato l'amico della misericordia di Dio» (Beata Teresa di Calcutta)

Il tradimento di Pietro è più grave di quello di Giuda. Pietro era uno degli intimi tra gli intimi.
E tradisce in un momento decisivo.
Un tradimento duplice, quello di Pietro. Della relazione e della situazione. Ratificato perfettamente per tre volte.
Però Pietro tradisce perché debole non perché ladro. Strutturalmente debole non strutturalmente ladro.
Giuda compie un tradimento meno grave, ma feriale, di habitus, di sguardo costantemente ego-riflesso evitando,
di giorno in giorno, l’incontro con gli Occhi per eccellenza.

Anche noi facciamo così, forse.
E quando è data una struttura, goccia dopo goccia, scelta dopo scelta, è più difficile guardare.
Ci si incarta. Ci si avvita.
Ci si struttura nel cancro della superbia.
Pensiamo di servire Dio ma stiamo servendo il nostro specchio. Il nemico ha compiuto il suo capolavoro.
Più difficile guardar-si. Più difficile volgere lo sguardo a Lui e piangere.
Pertanto Signore, spezza in me ogni habitus ego-riflesso.
Ogni scelta quotidiana mortifera
e sciogli abbondante in me il dono delle lacrime.
Come Francesco, mi si consumino gli occhi, per questo.
Questo voglio volere.
Perché solo in queste lacrime c’è la radicalità della Gioia,
il dissetamento completo nel Tuo Perdono. Amen.

gesu e giuda

Venerdì della XXIX settimana delle ferie del Tempo Ordinario

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