Paolo VI, Giovanni Duns Scoto e il pluralismo teologico

Paolo VI con b. G. Duns ScotoA cura di P. Pietro Messa

Il 4 maggio 1972 fu emanato il Decretum approbationis scriptorum et doctrinae Ioannis Duns Scoti in cui in cui veniva usata la tradizionale formula «nihil obstare quominus ad ulteriora procedatur», ossia poteva continuare la causa di beatificazione del teologo francescano Giovanni Duns Scoto essendo i suoi scritti e la sua dottrina consona alla fede della Chiesa. In merito a questo pronunciamento uno dei consultori storici nella fase del processo relativa al culto affermò che non esso è solo il «superamento» di una inveterata e preconcetta posizione antiscotista, ma è anche «un avvenimento per la storia della teologia, motivo di riflessione»: «Proprio in questa prospettiva più ampia io vedo la presente Causa, e vorrei che fosse conosciuta, in una forma non tecnica quale è la presente, nel campo degli studiosi, ed anche nelle nostre scuole di storia ecclesiastica e di metodologia storica».

Tale affermazione secondo cui l’approvazione degli scritti e della dottrina di Giovanni Duns Scoto nel 1972 è una data importante nella storia della teologia risalta maggiormente se ad esempio consideriamo che ancora nel 1920 il cardinale domenicano Andrea Frühwirth definiva la dottrina di Scoto contraria alla fede essendo in molti aspetti difforme al pensiero di san Tommaso d'Aquino prescritto dalla Chiesa. A questo proposito eloquente è quanto avvenne in occasione del conferimento della laurea honoris causa in Sacra Teologia al p. Gabriele Allegra il 18 novembre 1955 nella cerimonia d’inaugurazione dell’Anno Accademico 1955-1956 del Pontificio Ateneo Antonianum in Roma. p. Gabriele Allegra riceve la laurea honoris causa
Alla presenza di professori, studenti e molte autorità, tra cui i cardinali Clemente Micara, Giuseppe Pizzardo, Gaetano Cicognani, Celso Costantini e i rettori della Pontificia Università Gregoriana e del Pontificio Ateneo Angelicum, il rettore dell’Antonianum padre Ferdinando Antonelli – creato cardinale da Paolo VI nel 1973 – riepilogò i motivi del conferimento di tale onorificenza, ossia la traduzione dell’Antico Testamento in cinese, mentre una laudatio fu fatta dal cardinale Costantini, proprio colui che nel 1924 quale primo delegato apostolico in Cina promosse il primo Concilium Sinese a Shangai durante il quale si auspicò una traduzione cattolica della Bibbia in cinese. Al termine del solenne atto accademico il p. Barnaba Hechic, giovane membro della Commissione Scotista di cui diverrà Presidente, incontrò sulle scale il p. Gabriele Allegra che piangeva a motivo del richiamo appena ricevuto dal rettore p. Ferdinando Antonelli che lo accusò di aver rovinato tutta la festa menzionando inopportunamente Giovanni Duns Scoto davanti a un consesso così autorevole!


Se avvenne un passaggio, per cui nel 1955 persino il Rettore del principale centro accademico francescano riteneva di dover tacere anche solo il nome di Duns Scoto mentre nel 1972 la sua dottrina e scritti furono approvati, un ruolo importante ebbe Paolo VI che nel 1966 firmava la Lettera Apostolica Alma parens in occasione del Settimo Centenario della nascita di Giovanni Duns Scoto. Si può dire che in realtà è tale documento di papa Montini un passaggio nella storia della teologia indicando un retto pluralismo teologico.

Non è un caso che proprio nello stesso anno 1972 in cui fu riconosciuta ufficialmente la dottrina scotista è stato pubblicato il documento L’unità della fede e il pluralismo teologico – cfr. http://www.vatican.va/roman_curia/congregations/cfaith/cti_documents/rc_cti_1972_fede-pluralismo_it.html –, ossia il testo delle proposizioni approvate «in forma specifica» dalla Commissione Teologica Internazionale di cui un sostanziale commento si trova nel volume Pluralismo: unità della fede e pluralismo teologico edito nel 1974, frutto della riflessione di una speciale sottocommissione della stessa Commissione Teologica Internazionale impegnata a riflettere ed approfondire il pluralismo teologico: uno degli animatori fu il teologo Joseph Ratzinger (cfr. http://www.vatican.va/roman_curia/congregations/cfaith/cti_documents/rc_cti_1976_pluralismo-teologico-index_it.html).

In occasione della beatificazione di Paolo VI per cogliere anche questo apporto di papa Montini consigliabile è rileggersi in tale prospettiva l’Alma parens (cf. http://www.scoto.net/index.php?option=com_content&view=article&id=131:paolo-vi-lettera-alma-parens&catid=59:i-pontefici&Itemid=134).



Per un approfondimento ulteriore cfr. P. Messa,Un uomo per tutte le stagioni. Papa Montini e Duns Scoto maestro di dialogo, in L’Osservatore Romano, anno CLIV - n. 232 (n. 46.774), sabato 11 ottobre 2014, p. 5,

in http://vaticanresources.s3.amazonaws.com/pdf%2FQUO_2014_232_1110.pdf